Cronaca

Caccia, il calendario venatorio all’esame del Comitato VIA

Il Wwf prepara le osservazioni e si scaglia contro l'Assessorato dei cacciatori': "Evitare di avallare gli errori filo-caccia del passato"

Il Comitato Via domani, giovedì 22 giugno, esaminerà il calendario venatorio regionale 2017/18.

Dopo aver inviato nei mesi scorsi documenti all’assessore Pepe e ai funzionari regionali, il Wwf ha prodotto delle osservazioni che ha trasmesso ai componenti del Comitato evienziano che i problemi sono gli stessi degli anni passati: "mancanza di censimenti su cui effettuare le valutazioni in merito alla possibilità di cacciare determinate specie (ad esempio: la beccaccia), allungamenti ingiustificati dei periodi di caccia (ad esempio: tordo bottaccio, tordo sassello e cesena, oltre la stessa beccaccia), inapplicabilità e parzialità per quanto riguarda il divieto di utilizzo dei pallini di piombo (pericolosi per l’ambiente, la fauna e lo stesso uomo), deregulation totale nella caccia al cinghiale che praticamente potrà essere cacciato tutto l’anno con conseguenti problemi anche su tutte le altre specie ad iniziare dall’Orso bruno marsicano (specie a concreto rischio di estinzione), nessuna attenzione ad aree ad alto valore ambientale e con concentrazione di rapaci in migrazione come la Piana delle Cinquemiglia e i colli limitrofi, ecc".

“In pratica, la Regione Abruzzo fa finta di non capire - evidenzia Luciano Di Tizio, Delegato del Wwf Abruzzo -gni anno 'l’Assessorato dei cacciatori' prova a far passare pratiche di caccia non consentite al solo scopo di accontentare la parte più retrograda del mondo venatorio, rinunciando al proprio mandato di gestire la fauna nell’interesse della collettività e non di una minoranza armata. E ogni anno questi tentativi vengono inesorabilmente bocciati! Ci chiediamo come fa un organismo che dovrebbe essere tecnico come il Comitato Via a non prendere atto dell’evidenza dei fatti, sia dal punto di vista scientifico che non normativo. È ovvio che se la Regione dovesse insistere su questa strada, ci troveremo costretti a fare nuovamente ricorso al TAR per l’annullamento. Nell’attesa che, prima o poi, anche la magistratura contabile si decida a valutare tali comportamenti”.

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