Cronaca

Appalto Palazzo d'Achille: il Tar dovrà riesaminare il ricorso di Ance e Secap

Il consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro la presunta illegittimità dell'appalto, ma solo "ai fini della sollecita fissazione da parte del Tar dell'udienza di merito": le argomentazioni vanno analizzate più approfonditamente

Accolto il ricorso di Ance Chieti e Secap (Società edile costruzioni e appalti Provvisiero) contro la sentenza del Tar che lo scorso 8 novembre aveva rigettato le richieste di sospensiva dell’appalto per Palazzo d’Achille, aggiudicato dalla ditta Proso di Lecce. Ma solo “ai fini della sollecita fissazione da parte del Tar sull’udienza di merito”.

Ance e Secap ritenevano illegittimo il comportamento del Comune di Chieti, che aveva disatteso il parere 136 del 17 luglio 0213 dell’Autorità di Vigilanza per i contratti pubblici. Questo aveva evidenziato l’illegittimità della procedura di affidamento.   

E il Consiglio di Stato invita il tribunale amministrativo di Pescara ad esaminare più approfonditamente le argomentazioni esposte dai ricorrenti contro la ditta aggiudicataria e il Comune. Si legge nella sentenza che “le questioni dedotte dalle appellanti e le eccezioni e controdeduzioni delle parti resistenti richiedono di essere esaminate nella più consona sede di merito”

Per questo il Consiglio di Stato stabilisce di “accogliere l’istanza cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito da parte del Tar”.

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