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Tutto da rifare il processo contro l'ex presidente di Confcommercio Allegrino

Il procedimento era arrivato a un passo dalla sentenza, ma il fascicolo è passato a un altro giudice e la difesa non ha dato il consenso alla lettura dell'attività già svolta

Il procedimento era quasi giunto al termine, si aspettava soltanto la sentenza. E invece, si ricomincia da capo: bisogna rifare il processo all'ex presidente della Confcommercio Chieti Angelo Allegrino, accusato di appropriazione indebita. A dicembre, infatti, il procedimento è stato assegnato a un altro giudice del tribunale di Chieti, Chiara Di Gerio, così come altri fascicoli. 

E, nell'udienza di ieri, il difensore di Allegrino, l'avvocato Silvano Di Paolo, non ha dato il consenso alla lettura dell'attività già svolta durante le precedenti udienze dinanzi al giudice Isabella Maria Allieri. 

Ora, devono essere riconvocati e ascoltati tutti i testimoni, dieci per l'accusa e altrettanti per la difesa. I primi cinque sono stati conocati nell'udienza fissata per il 7 novembre prossimo. Allegrino, che oggi non era in aula, nel corso del processo ha presentato due istanze di ricusazione, una delle quali è stata rigettata.

Per l'accusa, l'ex presidente di Confcommercio Chieti si sarebbe appropriato, tra il 2012 e il 2013, di circa 68mila euro, usando una carta di credito dell'associazione di categoria per spese personali: viaggi aerei, ristoranti, rifornimenti di carburante e prelievi di denaro contante. 

L'attuale presidente di Confommercio, Marisa Tiberio, che all'epoca era la vice di Allegrino e che presentò il primo esposto su spese sospette, ha espresso delusione per gli ulteriori ritardi. 

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