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Aeroporto, minacce e denunce davanti ai passeggeri: il video finisce alle Iene

La guerra dei taxi di Chieti e Pescara finisce su Mediaset. “Anni fa tra i due gruppi ci sono state risse, liti con denunce, feriti e ricoveri in ospedale - denunciano - Qualcuno intervenga, affinché non ci scappi il morto"

All'aeroporto d'Abruzzo è in corso una guerra sotterranea: quella dei tassisti di Chieti e Pescara che, nonostante un decreto legislativo che regolamenta il trasporto pubblico locale, continuano a ostacolarsi a suon di minacce e intralci mentre la Regione se ne sta in silenzio. Se ne sono accorte anche le Iene che su Mediaset hanno presentato un video che riassume bene l'alto tasso di tensione al quale un turista appena atterrato in Abruzzo è costretto ad assistere.

"Il casus belli è semplice quanto estremamente difficile da sbrogliare: chi ha diritto di lavorare e di caricare clienti all’aeroporto? - scrive Alessandro Barcella - In realtà basterebbe rispettare una norma che esiste, ma siamo in Italia e si sa come vanno a finire queste cose.

E’ l’articolo 14 del decreto legislativo 422/97, a dettare infatti le regole sul trasporto pubblico locale:

Per i collegamenti con gli aeroporti aperti al traffico aereo civile, ferme restando le competenze degli enti gestori, sono autorizzati ad effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio di taxi dei comuni capoluogo di Regione e di Provincia, nonché del Comune o dei Comuni nel cui ambito territoriale l’aeroporto ricade.

E, stando a quanto ci risulta al momento, Chieti è ancora un capoluogo di Provincia. E dunque i tassisti hanno pieno diritto di lavorarvi. Semplice allora! Per niente, perché da anni si chiede alla Regione Abruzzo di esprimersi in modo ufficiale una volta per tutte, ma un regolamento che faccia finalmente luce non è mai arrivato".

IL VIDEO ALLE IENE

“I pescaresi, come nel Far West, pretendono di lavorare da soli, e cacciano in malo modo e talora malmenando i colleghi di Chieti – denunciano i tassisti teatini -Anni fa tra i due gruppi ci sono state risse, liti con denunce, feriti e ricoveri in ospedale. Qualcuno intervenga, affinché non ci scappi il morto!”.

Il Comune di Chieti in conferenza dei servizi a giugno ha diffidato la dirigenza regionale autorizzando i propri tassisti a operare in aeroporto. 

L'assessore alle attività produttive Carla Di Biase, appellandosi anche all'ordinanza dell’Enac del novembre 2015 in base ai quali gli operatori dei capoluoghi di provincia in possesso di licenza sono autorizzati ad espletare il servizio taxi ha chiesto l'emanazione di un provvedimento in via transitoria per regolamentare l’accesso all' aeroporto d’Abruzzo "che non può essere propriamente definito come territorio comunale in quanto è stato concesso ad una società di gestione, la Saga, con decreto del ministero dei trasporti. Non si tratta di una lotta contro i tassisti e il Comune di Pescara, ente con il quale il Comune di Chieti aveva aperto un tavolo di confronto - ha spiegato Di Biase - ma di una iniziativa per vedere regolamentati i diritti degli operatori del Comune di Chieti ai quali nessuno ha negato l’ingresso in aeroporto. Auspichiamo che si arrivi ad una rapida soluzione”. 

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