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Sabato, 2 Luglio 2022
Attualità Castiglione Messer Marino

"È pericoloso": senza messa in sicurezza il viadotto che collega Abruzzo e Molise non riaprirà

Mancano i requisiti di sicurezza: i tecnici Anas sono stati chiari nella relazione sul ponte Sente, che collega diversi Comuni dell’Alto Vastese alla provincia di Isernia

In assenza dei requisiti di sicurezza, il viadotto Sente che collega Abruzzo e Molise non riaprirà: è impietosa la relazione dei tecnici dell’Anas diffusa dalla Provincia di Isernia.

Come si evince dal documento, non c'è soltanto un problema realtivo al pilone "perché anche fenomeni atmosferici eccezionali potrebbero portare a un crollo senza possibilità di previsione”. 

Il viadotto, uno dei più alti d’Italia, che collega diversi Comuni della provincia di Chieti a quella di Isernia, venne interdetto al transito nel 2018 con una specifica ordinanza della Provincia di Isernia in seguito alle verifiche dopo il terremoto a Montecilfone (Campobasso), per eseguire gli interventi di messa in sicurezza.

L’impegno a riaprire l’infrastruttura, ritenuta fondamentale anche per il territorio abruzzese, in particolare perché consente ai centri dell’Alto Vastese di raggiungere velocemente l’ospedale di Agnone, era stato preso anche dalla Regione Abruzzo.

Il finanziamento complessivo per i lavori, è di 40 milioni di euro e dovrà essere sostenuto dalla Provincia di Isernia, che ne ha la competenza. La stessa, però, aveva ceduto all'Anas un finanziamento di 2 milioni di euro per gli studi geologici, le analisi, la progettazione, attivando anche tutte le procedure per il passaggio dell'arteria stradale alla  competenza dell'Anas al fine di reperire finanziamenti con maggiore facilità.

"I problemi maggiori - ha spiegato all’Ansa il presidente della Provincia di Isernia, Alfredo Ricci - riguardano il tratto con maggiore altezza, circa 180 metri, esso non consente alcun tipo di transito parziale, per esempio con monitoraggi continui, o un intervento tampone”.

La Provincia ha anche dato indicazione all’Anas, che sta facendo la progettazione, di dividere in lotti in modo da dare priorità al lavoro che non ammette alternative, così da poter riaprire tenendo monitorata la restante parte del viadotto.
 

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