Undici trabocchi sotto il vincolo della Soprintendenza: sono siti di interesse culturale

Sono stati selezionati per le loro capacità di riferirsi, ancora oggi, alle macchine da pesca originarie, seppure con minimi adattamenti

I trabocchi sono siti di interesse culturale e per questo saranno vincolati dalla Soprintendenza. In particolare, il riconoscimento andrà a “Turchino”, “Gnannarella” e “Lupone” a San Vito Chietino; “Punta Torre” a Rocca San Giovanni; “Punta Le Morge” a Torino di Sangro; “Canale”, “Punta Aderci”, “Vignola”, “Grotta del Saraceno”, “Rosa dei Venti” e “Punta San Nicola” a Vasto.

Per questi undici trabocchi, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Abruzzo ha avviato, ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D. Lgs. 42/2004) i procedimenti per il riconoscimento dell’interesse culturale di undici antiche macchine da pesca della costa teatina, con la finalità di garantirne la corretta conservazione e di stimolarne gli usi compatibili.

“I trabocchi sono stati selezionati - afferma la Soprintendente Rosaria Mencarelli - con riferimento alle loro immutate capacità di riferirsi, ancora oggi, alle macchine da pesca originarie, seppur con minimi adattamenti e rinnovate funzioni”.

Come è noto, infatti, il trabocco rappresenta un iconema della costa teatina e delle sue tradizioni, originariamente legato alla pesca e nel tempo assorto ad ulteriori funzioni quali laboratorio e luogo deputato alla conoscenza e valorizzazione di prodotti enogastronomici locali.

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I decreti di riconoscimento dell’interesse culturale con cui si chiuderanno i procedimenti avviati conterranno le indicazioni operative per i corretti interventi di recupero, mantenimento ed uso compatibile dei trabocchi, fornendo così gli elementi di base per una auspicabile, nuova norma regionale complessiva sulla tutela e valorizzazione di queste straordinarie macchine da pesca, includendovi l’indissolubile rapporto con il paesaggio costiero in cui sono inseriti.

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