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Topi uccisi al Mario Negri sud, assolto l'ex direttore. Lav: "Presenteremo appello"

L'inchiesta partita lo scorso maggio su denuncia della Lav, accertò che 750 cavie erano state uccise con il gas perché il centro di ricerca non poteva più mantenerle per problemi economici

È stato assolto l'ex direttore della filiale sud dell’Istituto Mario Negri di Santa Maria Imbaro, Tommaso Pagliani, dall'accusa di "uccisione di animali senza necessità" relativo alla morte di 750 topolini, tenuti negli stabulari del centro di ricerca e uccisi con il gas perché non c’erano i fondi necessari a mantenerli.

La Lega Antivisezione ha già annunciato che ricorrerà in appello.

Il primo processo per uccisione di topi “da sperimentazione”: nel marzo 2014, aveva ammesso l’uccisione di 750 “cavie”, gasate nel suo stabulario, a seguito del trasferimento ad altra sede del progetto di ricerca cui erano destinati.

"Una sentenza che ci delude - si legge nella nota della Lav - abbiamo denunciato e siamo stati ammessi parte civile nel procedimento, e in udienza abbiamo evidenziato come durante l’istruttoria sia stato accertato che i 750 topolini sono stati uccisi perché ‘in esubero’ a seguito dell’abbandono da parte dei ricercatori che li utilizzavano, trasferiti presso altri istituti. L'istituto non si è attivato in alcun modo per trovare una sistemazione alternativa all’uccisione per i topi, per cui non ci arrenderemo finché non sarà resa giustizia a quegli animali". 

Questa vicenda giudiziaria per Lav "rivela quanto chi sperimenta su animali li consideri effettivamente oggetti, a dispetto delle dichiarazioni di rispetto del loro benessere. Ancora più grave è che prassi come quella oggetto del processo avvengano in strutture tenute in piedi per anni con i soldi dei contribuenti, fra i quali quelli di Regione Abruzzo e Provincia di Chieti, che hanno investito in un vuoto a perdere, come è ormai la vivisezione".

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