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Tampone obbligatorio per il trattamento farmacologico, ma l'esito arriva in ritardo e la somministrazione salta

L'odissea di una paziente affetta da sclerosi multipla, che ha atteso invano tutta la mattina l'esito del test effettuato sabato mattina

Ogni mese deve sottoporsi all'infusione di un farmaco che blocca la degenerazione della sclerosi multipla da cui affetta. 
Ma, per poter ricevere il trattamento nel reparto di neurologia di Chieti, deve presentare l'esito negativo di un tampone effettuato nei tre giorni precedenti. 

L'ultima volta, però, l'esito del test ha tardato ad arrivare e il trattamento è saltato, rinviato in attesa della risposta del tampone. 

È quanto accaduto questa mattina a una paziente che, come raccontato dal marito che si è rivolto a Chieti Today, ha effettuato il tampone sabato mattina al drive in del Palatricalle.

"Il risultato - racconta - doveva arrivare entro 48 ore. Ma, alle 11 di questa mattina, non era ancora arrivato, e mia moglie ha atteso lungo un corridoio: senza l'esito del tampone non la fanno entrare e non le somministrano il farmaco". 

Da questa mattina alle 8, il marito ha contattato diverse volte il numero verde dedicato all'emergenza Covid. "La risposta - spiega - è stata sempre la stessa: purtroppo nei giorni di festa appena passati non hanno refertato e quindi dobbiamo aspettare che il laboratorio ci rimandi l'esito".

Intanto, la somministrazione del trattamento farmacologico è saltata: la paziente è tornata a casa e, finalmente, alle 14.30, l'esito è arrivato per sms: il tampone è negativo. 

"Ovviamente - precisa il marito - questo solo grazie ad una dottoressa gentile della neurologia che ha fatto prevalere il buon senso e non i protocolli prescritti della Asl".

Ma si sfoga: "Capisco che c'è stata la Pasqua di mezzo, ma in un'emergenza come quella che stiamo vivendo in questo periodo, in cui vengono chiesti sacrifici e rinunce a tutti, è mai possibile che almeno questi laboratori continuano a lavorare per garantire un servizio indispensabile ai cittadini? È possibile che un reparto che chiede ai suoi pazienti di dover fare i test antigenici entro una strettissima data, non si possa attrezzare con i test rapidi e farlo direttamente sul posto la mattina, considerando anche che molti pazienti di sclerosi presentano gia gravissimi problemi di deambulazione?".

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