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La senatrice Segre contro la delibera "bavaglio" a Cupello: "Va ritirata"

Diventa un caso nazionale l'autorizzazione della giunta comunale al sindaco a querelare un privato cittadino per presunte frasi diffamatorie espresse sui social

Sale alla ribalta nazionale la delibera adottata dalla giunta comunale di Cupello, e soprannominata 'bavaglio', che dà al sindaco la possibilità di ricorrere in tribunale per 'diffamazione aggravata' contro un privato cittadino per presunte frasi diffamatorie espresse sulla propria pagina Facebook.

A sollevare il caso sono stati circoli, movimenti e associazioni politico-culturali di Cupello - Movimento 5 Stelle attivisti Cupello, Partito democratico Cupello, Partito comunista, Cupello Futura umanità, Italia sovrana e popolare, Insieme per Cupello – che hanno ottenuto, intanto, l'intervento della senatrice Liliana Segre, che auspica il ritiro dell'atto.

“È notizia di alcuni giorni fa l’adozione, da parte della giunta comunale di Cupello, di una delibera con la quale si autorizza il sindaco a querelare un privato cittadino per presunte frasi diffamatorie espresse sulla propria pagina Facebook”, si legge in una nota congiunta, “oltre al cittadino in particolare, la delibera fa riferimento a un concorso di persone, per cui, allo stato attuale, non si conoscono quanti e quali cupellesi sono coinvolti nella vicenda e rientrano in questa sorta di lista di proscrizione. Riteniamo tale delibera non solo inopportuna, vista l’attuale predominanza dei canali social nel confronto politico e istituzionale, ma anche pericolosa”.

Intervento Segre-2

“È palese l’intento intimidatorio sotteso all’adozione di tale atto, in virtù del quale, d’ora in avanti, qualsiasi privato cittadino, che liberamente e legittimamente esprima un giudizio critico nei confronti dell’amministrazione comunale e della maggioranza che la sostiene, rischia di trovarsi querelato per diffamazione”, continuano circoli, movimenti e associazioni, “tutti noi siamo convinti che il diritto di critica sia un momento fondamentale di libertà, nonché un importante strumento di controllo in mano a ciascun cittadino. Crediamo che alla critica, anche se dura e severa, non si debba rispondere con denunce o con minacce più o meno velate, bensì opponendo argomentazioni e un sano e democratico dialogo”.

In reazione alla 'delibera-bavaglio' si sono già attivati i due gruppi consiliari di minoranza di “Insieme per Cupello” e “Risposta Civica”, che hanno provveduto ad indirizzare una nota urgente al prefetto di Chieti, chiedendo di valutare e verificare la legittimità della delibera e, laddove necessario, di invitare la giunta al ritiro o a una sostanziale modifica dei contenuti.

Oltre all’istanza al prefetto, anche altre forze politiche quali il Movimento 5 Stelle attivisti Cupello, il Partito democratico, il Partito comunista e varie associazioni politico–culturali hanno palesato, tramite un manifesto pubblico unitario, la forte contrarietà all’azione messa in atto dall’amministrazione comunale di centrodestra che guida Cupello. “Un’azione antistorica, oltre che dal chiaro sapore intimidatorio di cui non solo, tutti insieme, chiediamo l’immediato ritiro, ma anche un deciso cambio di passo nel confronto e nelle relazioni politiche e istituzionali”, affermano, “esprimiamo vicinanza a chi sarà oggetto di querela e chiediamo che nessuno sia destinatario di intimidazioni e atteggiamenti di pressione psicologica che limitino la libertà di esprimere liberamente le proprie opinioni”.

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