Domenica, 21 Luglio 2024
Attualità San Salvo

Sebastiano Somma a teatro con Hemingway: "La mia vita tra emozioni, beneficenza e grandi maestri"

L'attore di origini napoletane si racconta e invita tutti alla rassegna organizzata dalla Factory di Gabriele Cirilli a San Salvo. Prima, però, ci sarà l'evento benefico dedicato ai bambini della Diabetologia pediatrica di Chieti

Attore e conduttore, televisivo, con una carriera lunga 40 anni, Sebastiano Somma è pronto a regalare grandi emozioni questo sabato sul palco del teatro Aldo Moro di San Salvo con la lettura scenica del romanzo di Ernest Hemingway “Il vecchio e il mare”, primo appuntamento della rassegna organizzata dalla Factory di Gabriele Cirilli. Prima di andare in scena con uno dei capolavori letterari di Hemingway, nel raccontare quella lotta tra un pescatore e la sua preda, l’attore napoletano parteciperà in veste di promotore a un evento benefico dedicato ai bambini ricoverati nel centro regionale di Diabetologia pediatrica dell’ospedale di Chieti.

Lo abbiamo intervistato poco prima di questa bella giornata di spettacolo e beneficenza.

 Sebastiano Somma lei è prontissimo a sfidare Sanremo per qualche ora sabato sera, vero? 
“Mi è capitato di trovarmi in concorrenza con una delle serate o addirittura la finale come in questo Festival e con mia piacevolissima sorpresa ho sempre avuto tanto pubblico. Questa è la dimostrazione che i nostri ‘clienti’ hanno voglia e piacere di assistere a opere importanti, a racconti importanti, come quello di Hemingway e di incontrare i loro beniamini e noi di incontrare il nostro amato pubblico. Ben venga la sana competizione, e poi comunque c'è tempo e spazio anche per andare a vedere il vincitore di Sanremo. Io per primo sono sicuramente affezionato a questo festival meraviglioso e sono curioso di sapere chi quest'anno lascerà il segno. Ma il mio scopo è quello di lasciare il segno nello spettatore che verrà e vorrà portarsi via le emozioni di un grande testo come‘Il vecchio e il mare’ ”. 

La giornata di sabato avrà anche un importante risvolto solidale con Adricesta onlus che raccoglierà fondi per i pazienti del centro di Diabetologia pediatrica di Chieti. Ci racconta cosa succederà?
“Mi lega un vecchissimo rapporto con Carla Panzino di Adricesta: è una persona che stimo e che conosco da anni, ci eravamo conosciuti in una delle incursioni con la Nazionale di calcio degli attori, quando queste partite concretamente aiutavano percorsi di associazioni come la sua. È rimasto un rapporto solido negli anni, è una persona di grande energia e di grande passione. Lei e i volontari di Adricesta fanno un lavoro instancabile che tutela soprattutto i bambini nella regione. Le avevo mandato un messaggio proprio perché venivo in Abruzzo: Carla si è attivata subito per organizzare e cercare di raccogliere dei fondi e il giorno stesso, l'11 pomeriggio, ci sarà un incontro solidale, un aperitivo, presso l'hotel  Gabrì di San Salvo, dove si cercherà di raccogliere dei fondi per il Centro regionale di Diabetologia Pediatrica di Chieti diretto dal professor Tumini, il tutto sostenuto dall'amministrazione comunale e dal Lions Club”. 


Il Covid non ha fermato le iniziative solidali come questa, ma ha congelato per tanti mesi il teatro e anche il cinema. Lei, che ha lavorato e continua a lavorare in entrambi i campi, oltre che in importanti fiction televisive, come sta vivendo questa ripartenza dell’arte e dello spettacolo e cosa si augura per il futuro?
“Il Covid ha tolto tanto a tutti e, personalmente, anche qualcosa di profondamente privato. Ha tolto tanta energia così come la crisi in Ucraina: stiamo parlando di due eventi che hanno e che stanno interessando il mondo intero. Si fa fatica a risollevarsi. Ma noi dello spettacolo abbiamo un impegno importante: cercare di regalare evasione, emozioni. Ma non è facile neanche per noi, abbiamo bisogno di percepire da quello che ci accade intornoo attingere dalla grande letteratura. Non è sempre facile, ma ce la mettiamo tutta ed è per questo che ho personalmente un profondo rispetto per tutti gli operatori di questo fantastico circo che è quello del teatro e dello spettacolo in generale. Quando il pubblico ti regala l'applauso alla fine di uno show è il regalo più bello, che ci riempie di gioia, e chi ci dà la voglia di andare avanti. In quel caso la missione è compiuta”. 


 Lei ha debuttato giovanissimo a teatro, oggi cosa consiglierebbe a un giovane che volesse intraprendere un percorso attoriale?
“Il teatro resta sempre un luogo importante per la formazione, fondamentale, unico, e insostituibile, sia per la conoscenza, sia per una sana aggregazione, sia per la crescita professionale. È il luogo più raggiungibile ovunque uno si trovi, l'ho sempre consigliato in assoluto e ha fatto parte della mia adolescenza. Ringrazio sempre il Dio che mi ha dato la possibilità di avvicinarmi a questa fantastica arte, poi sono tanti gli ingredienti che possono portare a una crescita ulteriore: approfondire, avere esperienze, ma con la forza che solo il teatro può dare…”. 

A proposito di giovani, Gabriele Cirilli ha realizzato a San Salvo una scuola di alta formazione dedicata ai mestieri dello spettacolo, la Factory: lei è il primo ospite della rassegna organizzata dalla stessa. Che rapporto ha con il nostro corregionale?

“Ho conosciuto Gabriele proprio con la Nazionale attori: abbiamo condiviso tante belle avventure calcistiche, ma soprattutto umane. È una persona di grande sensibilità, di grande umanità e di grande professionalità. Ha fatto egli stesso una lunga gavetta, ci accomuna questo percorso intenso. Lui ha la grandissima è bellissima responsabilità di riuscire a far sorridere le persone e ha tutto il mio rispetto: è un'arte straordinaria, proprio perché la gente ha tanto bisogno di sorridere, ma anche di riflettere, e quindi, assieme abbiamo intrapreso, in questo caso, un percorso comune con questa Factory. Gabriele inizia un percorso importante e io lo accompagno per questo debutto. Sono sinceramente grato che abbia pensato a me per questa sua ‘prima’, gli faccio davvero i miei più cari auguri perché possa portare avanti a lungo questo progetto. Dico grazie a tutte le persone che lo sostengono e che credono nell'arte come fonte di crescita. A Gabriele va il mio personalissimo in bocca al lupo. Lo rivedrò dopo qualche anno proprio sabato 11 febbraio sia per Adricesta sia per il nostro e suo evento di debutto presso il centro culturale Aldo Moro di San Salvo”. 

Tra i suoi più grandi maestri ci sono stati Giorgio Albertazzi e Gigi Proietti, cosa le hanno lasciato in eredità?
“Proietti, Albertazzi, ma anche D'Andrea, Perelli, Blasi, Trapani, Vanzina, Guarducci e tanti e tanti altri ancora a cui devo qualcosa, ognuno di loro mi ha regalato tanto. Albertazzi resterà per sempre nel mio cuore perché è stato il più grande attore di tutti i tempi, Gigi mi ha regalato un pizzico del suo sapere e ha risvegliato in me la zona comica, folle, dirigendomi uno spettacolo esilarante dove facevo tanto tanto ridere, sorprendendo il pubblico che mi aveva sempre visto nei ruoli austeri e spesso drammatici. Chissà, potrebbe essere l'inizio di un percorso, magari con Gabriele, magari in uno spettacolo dove lui diventa un attore drammatico e io in quello che fa ridere.

Infine, un saluto ai nostri lettori.

“Buona vita a tutti, vi aspetto per ‘Il vecchio e il mare’, in compagnia del maestro Riccardo Bonaccini al violino, e di Cartisia J. Somma. Poi vi aspetto anche per il nuovo spettacolo che si chiama ‘Vi presento Matilde Neruda’ e per altre incursioni al cinema. Finché vorrete, ci sarò e ci saremo, per regalarvi emozioni”. 
 

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