Venerdì, 18 Giugno 2021
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La nuova Rianimazione del SS. Annunziata è operativa: 18 i posti letto in totale [Foto]

L'inaugurazione. L'assessore Verì: "Questa Terapia intensiva guarda a una prospettiva ben più lontana e a pazienti affetti da altre patologie che potrà accogliere quando ci saremo liberati del virus”

Una Rianimazione ‘gioiello’: così è stata definita dalla Asl la Terapia intensiva dell’ospedale di Chieti dove oggi sono stati inaugurati altri 7 posti letto, per una dotazione complessiva di 18 posti.

La nuova Rianimazione si caratterizza per l’alta tecnologia, le attrezzature all’avanguardia in una superficie di oltre mille metri quadrati e le stanze a pressione differenziata per isolati e infetti. Da oggi è totalmente operativa, dopo la conclusione del secondo lotto dei lavori, finanziati dalla Regione per 1 milione e 600 mila euro nell’ambito degli interventi previsti per il potenziamento della rete Covid.

L’inaugurazione questa mattina al SS. Annunziata con la visita dell’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, accompagnata dal direttore generale della Asl Thomas Schael, presenti il direttore sanitario Angelo Muraglia, il responsabile della direzione medica di presidio Fernando Di Vito, il responsabile della Rianimazione Salvatore Maggiore e il direttore dell’Unità operativa “Investimenti e patrimonio” Filippo Manci.

“Abbiamo concluso gli interventi di potenziamento per la risposta Covid all’ospedale di Chieti - ha commentato l’assessore Verì - ma questa Terapia intensiva guarda a una prospettiva ben più lontana, e a pazienti affetti da altre patologie che potrà accogliere quando ci saremo liberati del virus”.

Ubicata all’11° livello della palazzina M, la nuova Terapia intensiva è stata realizzata utilizzando soluzioni all’avanguardia sotto il profilo delle attrezzature e degli impianti. Il reparto è dotato di due centrali di monitoraggio che permettono il controllo a distanza dei pazienti, sorvegliati attraverso una  telecamera ad alta definizione collocata sopra tutti i letti, in un ampio open space. Un setting speciale è riservato ai malati infetti o che hanno necessità di essere isolati, attraverso stanze a pressione positiva o negativa a seconda delle necessità dettate dalla patologia.

“Speriamo di poter superare l’emergenza definitivamente, così da riportare attenzione e programmazione su altri temi e altre necessità assistenziali dei nostri ospedali, che non possono restare senza risposta” ha sottolineato il direttore della Asl Thomas Schael.


 

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