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Una panchina rossa per ricordare Jennifer, assassinata a 26 anni dall'uomo che diceva di amarla

Si trova nel parco 120 alberi di San Giovanni Teatino, in memoria della giovane pescarese vittima di femminicidio

È stata inaugurata nel parco 120 alberi di San Giovanni Teatino la panchina rossa in memoria di Jennifer Sterlecchini, la giovane pescarese uccisa nel dicembre 2016, a 26 anni, dall'ex fidanzato Davide Troilo. L'uomo è stato condannato a 30 anni dalla Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila.

"In memoria di Jennifer Sterlecchini vittima di femminicidio" si legge sulla targa affissa stamani dal sindaco Luciano Marinucci e da Fabiola Bacci, mamma di Jennifer. Alla cerimonia hanno partecipato anche il fratello Jonathan e la nonna Melina, oltre al vicesindaco Giorgio Di Clemente, gli assessori alla Cultura, Simona Cinosi, e Politiche sociali Ezio Chiacchiaretta, Francesco Longobardi, referente del Progetto Medea, che in Comune gestisce lo sportello antiviolenza, e Alessia Natali dell'associazione Penelope.

"La vita di Jennifer è stata bella, piena di amore entusiasmo, voglia di vivere - ha ricordato la mamma Fabiola Bacci - ma a tre anni di distanza il vuoto lasciato nelle nostre di vite è insostenibile. È questa la sensazione che vorrei ricordasse a tutti questa panchina, perchè, in futuro, non ci siano più panchine rosse da inaugurare".

"La violenza di genere è un fenomeno insopportabile e senza giustificazioni. La panchina che i ragazzi dell'Azione Cattolica hanno colorato di rosso nel parco 120 alberi, sabato scorso - ha dichiarato il Sindaco Marinucci - vuole ricordare la morte di Jennifer Sterlecchini, a pochi giorni dal tragico anniversario. Jennifer, il 2 dicembre 2016, fu uccisa dalla persona che amava, e della quale si fidava. Sedersi su questa panchina vuole essere un invito a fermarsi e riflettere. Vuole essere un invito contro la violenza, particolarmente quella di genere. I bambini che giocano nel nostro parco noteranno questa panchina rossa e chiederanno ai genitori chi fosse Jennifer. La storia che sarà loro raccontata non sarà solo memoria, ma anche l'insegnamento che qualsiasi violenza è ingiusta".

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