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"Anziani dei nostri territori abbandonati: quando avranno il vaccino?", la lettera di 17 sindaci all'assessore alla Sanità

I primi cittadini del Sangro Aventino accusano la Regione e chiedono risposte certe sulla partenza della campagna vaccinale per gli over 80 che vivono nei loro comuni

Una lettera durissima, scritta "con profonda delusione ed estremo rammarico" quella firmata da 17 sindaci di piccoli paesi dell'area del Sangro-Aventino, che accusano la Regione di aver "dimenticato" gli anziani che vivono nei loro territori, i quali non hanno ancora ricevuto il vaccino anti Covid.

A firmare il documento inviato all'assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, i sindaci di Casoli, Roccascalegna,  Gessopalena, Altino, Civitella Messer Raimondo, Torricella Peligna, Bomba, Taranta Peligna, Montenerodomo, Fara San Martino, Lama dei Peligni, Colledimacine, Palombaro, Palena, Lettopalena, Pennadomo e Sant'Eusanio del Sangro.

"Già da tempo, - scrivono - anche tramite l'appello del primo cittadino di Casoli Massimo Tiberini, membro del Comitato ristretto dei sindaci della Asl Lanciano Vasto Chieti - stiamo cercando delucidazioni al riguardo. Essere sindaco ci riempie di orgoglio e di responsabilità, per tale ragione non riusciamo più a comprendere questo silenzio. Non riusciamo a comprendere quali siano le motivazioni per le quali i nostri concittadini non sono stati vaccinati. Facciamo parte di un'altra categoria rispetto alle altre aree dell'Abruzzo?".

"Ci siamo fatti in quattro, con i nostri uffici, per aiutare i nostri anziani nelle prenotazioni vaccinali alla piattaforma regionale dedicata. Successivamente - incalzano - ci è stato chiesto, dalla Asl, di integrare l'elenco degli ultraottantenni prenotati con i nominativi di quelli che la prenotazione non l'hanno fatta, sulla base dei dati presenti nelle nostre anagrafi. Abbiamo collaborato, ma ad oggi nessun anziano del nostro territorio non domiciliato nelle Rsa è stato vaccinato. Abbiamo atteso il turno delle vaccinazioni delle forze dell'ordine e del personale scolastico, abbiamo atteso il turno delle vaccinazioni per gli ottantenni residenti nelle zone rosse, ma a questo punto non riusciamo davvero a comprendere quali siano le ragioni  dei ritardi su questo territorio, quando in altre zone della regione sono state avviate le inoculazioni delle seconde dosi".

I 17 sindaci spiegano di sentirsi "abbandonati insieme ai propri territori" e chiedono la ragione di un ritardo diventato non più tollerabile. 

"Come sono stati distribuiti i vaccini sul territorio regionale?", chiedono all'assessore alla Sanità. "Crediamo - concludono - che siano domande lecite da parte di chi ogni giorno mantiene il fronte in prima linea". 

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