"Grazie per professionalità e cuore": la lettera del coordinatore infermieristico ai colleghi

Della Pelle lavora nel reparto di Medicina generale 2 dell'ospedale di Chieti e, nella giornata internazionale dell'infermiere, ha scritto a chi gli ha lavorato accanto negli ultimi due mesi per combattere il Coronavirus

Li abbiamo visti stanchi, con i segni delle mascherine, in prima linea contro il nemico invisibile, dare tutta la loro professionalità per curare i malati di Coronavirus, o rendere meno tragici i loro ultimi momenti di vita lontani da tutti gli affetti. Oggi, nella giornata internazionale dell'infermiere, quando il "nemico invisibile" non è ancora stato del tutto sconfitto, uno di loro ha scelto di dire grazie ai colleghi e a tutto il personale sanitario, tramite una lettera inviata alla nostra redazione. 

A firmarla è Carlo Della Pelle, coordinatore infermieristico dell'unità operativa complessa di Medicina generale 2 dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti, diretta dal professor Ettore Porreca. "Vorrei indirizzare a tutto il personale della unità operativa un sentito ringraziamento per quanto hanno fatto, e stanno facendo, in occasione di questa emergenza sanitaria", spiega Della Pelle.

Ecco allora, di seguito, la lettera integrale.

Sono passati ormai due mesi da quando abbiamo dovuto modificare, all’improvviso, tutta la nostra vita, personale e lavorativa. Sono stati mesi faticosi che hanno richiesto, a tutti, grandi sacrifici. Per questo vorrei inviare un messaggio di ringraziamento a tutto il personale della Medicina generale 2 del presidio ospedaliero di Chieti, di cui sono il coordinatore infermieristico. Si tratta, prima ancora che di professionisti, di donne e uomini che, in un momento così drammatico e in nome del senso del dovere, si sono fatti carico di un peso enorme, sia professionale che umano, lavorando non senza difficoltà e rendendosi disponibili a fronteggiare tutte le esigenze che la situazione, estremamente mutevole, ha richiesto.

Ognuno di loro ha messo in campo la propria professionalità, sempre rivolta al bene del paziente, nonostante le tute, il sudore e la nuova modalità di lavoro che ha richiesto un aumento inverosimile del livello di attenzione, già normalmente alto, per garantire la sicurezza di tutti. A questo si aggiunga il carico emotivo, pesantissimo, un macigno che, insieme alla preoccupazione per le proprie famiglie ed i propri cari, ha rischiato di schiacciare tutti, ma che tutti sono stati in grado di sopportare. Di tutto si è cercato di farsi carico, rispondendo al meglio che si poteva, sempre.

Per questo sento il bisogno, oggi che è la giornata internazionale dell’infermiere, nell’anno che l’Oms ha dedicato agli infermieri, di esprimere tutto il mio sentimento di gratitudine verso gli infermieri, i medici, gli specializzandi, gli oss e gli ausiliari che, ognuno per la sua propria competenza professionale e, soprattutto, ognuno per il suo proprio cuore, si sono prodigati perché i nostri pazienti avessero la migliore assistenza possibile e che, tuttora, continuano a farlo.

Il nemico non è sconfitto e la stanchezza, ormai, si fa sentire, ma riusciremo ad avere la meglio.

Grazie a tutti. 

Carlo

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