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Sabato, 2 Luglio 2022
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Green pass, quando verrà abolito? Le ipotesi

Lo stato di emergenza finirà il prossimo 31 marzo ed è ragionevole chiedersi quando finirà l'obbligo di presentare la certificazione verde ovunque. Il pressing per l'allentamento si fa più forte

Lo stato di emergenza finirà il prossimo 31 marzo 2022, dopo ben due anni e due mesi, ed è ragionevole chiedersi se a quel punto nella vita degli italiani ci sarà ancora il green pass. Quando terminerà l'obbligo di mostrarlo nella vita di tutti i giorni? 

Sicuramente la data chiave è il 1º aprile, come scrive Today.it. Con la fine dello stato di emergenza l’ eliminazione del green pass è “assolutamente uno scenario possibile” ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Teniamo conto che oggi dobbiamo completare la somministrazione delle terze dosi per completare la campagna vaccinale, procedendo con questo ritmo è assolutamente ragionevole pensare che per marzo potremmo avere completato l'operazione, aprendo un nuovo scenario con progressivo allentamento delle misure restrittive".

"Se il 31 marzo finisce lo stato di emergenza deve finire anche il green pass e le restrizioni. Se la pandemia finisce e il virus perde la sua intensità dobbiamo dire che sono finite anche le restrizioni, non hanno più ragione d'essere queste misure" dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo.

Cosa accadrà dunque dopo il 31 marzo? Se, come tutto lascia supporre, proseguirà il progressivo svuotamento dei reparti Covid, la spinta ad abbandonare per primo il super green pass c'è, ed è forte. Da ieri è obbligatorio per lavorare se si hanno più di 50 anni. Il ministro del Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, è tra i primi ad essersi schierato per l'abrogazione dell'obbligo di super green pass. È possibile che l'Italia non sia la prima scelta di molti turisti stranieri, che non lo devono più mostrare in patria, se sarà ancora obbligatorio il pass per sedersi a un ristorante o andare a visitare un museo, se devono fare un tampone rapido ogni due giorni. Vista l'efficacia più limitata del previsto del Green Pass dal punto di vista del contrasto alla diffusione del virus, e visto che la spinta verso la vaccinazione della popolazione adulta si è oramai esaurita, ci può essere un'accelerata verso l'abolizione.

Green Pass: lo scenario più probabile e le date chiave

La fine del pass sarà con ogni probabilità graduale, ma già si può ipotizzare che il primo a saltare sarà l'obbligo di green Pass rafforzato (da vaccino) previsto attualmente per ristoranti e piscine all’aperto, stadi e sport di squadra come il calcetto: potrebbe o essere cancellato tout court o sostituito con quello base (rilasciato anche con tampone) prima della totale eliminazione poco dopo. 

Da aprile tutto fa pensare che non servirà più alcun certificato per shopping, banche e uffici postali e , a seguire, per i clienti di parrucchieri, barbieri, estetisti e tutti i centri di servizi alla persona. Mentre il pass, super o base, dovrebbe rimanere fino all'estate per i trasporti a lunga percorrenza. 
Un ritorno alla normalità non può che andare di pari passo con un superamento del pass nella vita lavorativa e sociale: probabile che sarà mantenuto solo in poche ben definite situazioni e attività al chiuso. 

Il 31 marzo, con le regole attuali, scadranno quindi quasi tutte le misure tranne l’obbligo vaccinale per gli over 50. Le mascherine al chiuso e l’obbligo di green pass al lavoro resteranno fino all’estate; il 15 giugno scade l'obbligo vaccinale al lavoro per chi ha più di 50 anni, entrato in vigore il 15 febbraio.
Si spinge da più parti per un riavvolgimento del nastro nell’utilizzo del green pass. Nessuna ufficialità ancora, ma il certificato verde ha i mesi (o forse le settimane) contati. 
 

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