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Perse la figlia di 25 anni nel terremoto dell'Aquila, donna di Lanciano attende ancora giustizia dopo 12 anni

La mamma di Ilaria Rambaldi, l'avvocato Maria Grazia Piccinini, chiede ancora giustizia per quel maledetto sisma che le ha portato via la figlia

Perse la figlia di 25 anni a causa del terremoto del 2009 che devastò L'Aquila ma a distanza di 12 anni è ancora in attesa di giustizia.
È la storia di una donna di Lanciano raccontata dall'Adnkronos: «Dopo 12 anni siamo ancora a chiedere giustizia».

«È ancora 6 aprile, che come ogni anno torna a squarciarci il cuore e le menti. Per noi familiari delle 309 vittime di quella notte, una notte più buia delle altre, non ci sarà mai una vera alba».

A dirlo è Maria Grazia Piccinini, avvocato frentano, che nel sisma di 12 anni fa ha perso la figlia Ilaria Rambaldi, di 25 anni, laurenda in Ingegneria Edile all'università dell'Aquila. La studentessa è morta nel crollo della palazzina di via Campo di Fossa, sotto cui sono rimasti sepolti in 27. Insieme alla ragazza è deceduto il fidanzato Paolo Verzilli. «Di quei giorni», dice l'avvocato all'Adnkronos, «restano la cupezza e lo strazio dell'assenza. Che diventano più insopportabili con i riti pasquali che caratterizzano questo periodo, a volte prima del 6 aprile, a volte dopo, ma in questo periodo si rinnova anche il sacrificio di Gesù con la sua Resurrezione. Per noi che siamo stati duramente colpiti dal terremoto, per noi che in quel terremoto del 2009 a L'Aquila, ci abbiamo lasciato i figli, i padri, i mariti, le madri, le mogli, per noi, tutto si è fermato al Venerdì santo. Il nostro Venerdì santo si è prolungato e si prolungherà fino alla fine dei nostri giorni».

Questo quanto dice ancora la Piccinini: «Speriamo nella nostra fede, per chi crede, perché dagli uomini, in questa circostanza, non abbiamo avuto che dolori e ingiustizie, sono dodici anni, un tempo infinito per chi soffre, eppure così breve per un dolore che rimane vivo. Nonostante tutto questo tempo, siamo ancora nei corridoi dei tribunali a chiedere giustizia, siamo ancora a districarci tra carte, termini, pareri, e forse sentenze…. Sono trascorsi dodici anni e sono trascorsi nella lotta tra chi crede che non sia giusto dimenticare, chi lotta perché la memoria venga salvata e onorata e chi lotta per protestare per un luogo della Memoria, un luogo del Ricordo, all'Aquila, dove avrebbero preferito dei parcheggi….».

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