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Ex stazioni alla Provincia, il sindaco Di Fonso: “Occasione sprecata, appartengono alla storia e alla identità dei Comuni”

Giovedì 7 dicembre, a Chieti, è prevista la sottoscrizione del protocollo d'intesa Regione-Provincia per la tutela e valorizzazione delle vecchie stazioni lungo la Via Verde. Il sindaco di Torino di Sangro annuncia in polemica che non parteciperà

Si terrà domani, 7 dicembre, nel palazzo provinciale di corso Marrucino a Chieti, la sottoscrizione del protocollo Regione-Provincia per l'acquisizione delle vecchie stazioni che insistono lungo la Via Verde Costa dei Trabocchi.

La modifica alla legge regionale 5/2007, approvata lo scorso febbraio, permette alla Provincia di Chieti di acquisire la proprietà delle ex stazioni, che si trovano a Vasto, Torino di Sangro, Fossacesia e San Vito Chietino.

Alla firma di domani, alla quale interverranno il presidente Francesco Menna, gli assessori regionali Nico Campitelli e Daniele D'Amario, sono stati invitati anche i sindaci dei comuni della Via Verde e i presidenti emeriti della Provincia di Chieti.

Il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, ha declinato però l'invito, in dissenso a questa operazione. “La Provincia vuole acquistare dei beni che con la Provincia non avevano e non hanno nulla a che fare – spiega in un messaggio indirizzato al presidente Menna - spendendo denari che sarebbero serviti per altri investimenti ed altri interventi più urgenti e di stretta competenza. Spiace constatare che a nulla sono valse le osservazioni, a nulla è servito invocare il dialogo. Le ex stazioni sono beni che appartengono alla storia e alla identità dei singoli Comuni, delle loro genti, delle loro storie. Avremmo voluto farle rivivere come patrimonio culturale e non solo turistico della nostra identità comunale, avremmo voluto che gli stessi cittadini potessero raccontare le storie di intere famiglie e intere generazioni che in quelle stazioni hanno visto iniziare viaggi di speranza e di sogni, di andate per la ricerca di fortuna e benessere, ma anche di ritorni agognati e desiderati”.

“La Provincia – continua il sindaco Di Fonso - si è voluta inserire, mi permetto di dire, a gamba tesa e d'intesa con la Regione per un discorso turistico di cui ancora ignoriamo limiti, confini ed obiettivi, dimenticando il vero patrimonio che quelle mura nascondano e custodiscono, quel patrimonio di vita e di cultura che sono noi potevamo recuperare e valorizzare anche ai fini turistici. Ecco, con il sapore dell'amarezza per l'occasione sprecata, ringrazio e anticipo la mia assenza. Proteggerò e custodirò l'identità e la storia della mia comunità e dei miei concittadini, contrastando qualsiasi progetto venga fatto senza la loro condivisione”.

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