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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Attualità Vasto

Esposto sulla Via Verde: "La pista ciclopedonale è un cantiere, va chiusa"

L'associazione Sandro Pertini si rivolge alle Procure di Vasto, Lanciano e Chieti: "Non è ancora collaudata e mancano presidi di sicurezza"

L’Associazione Sandro Pertini, in collaborazione con l’associazione New Zone (Arte Natura- Nuove Vie), ha presentato, con l’assistenza dell’avvocato Luigi Iosa del foro di Campobasso, esposto, depositato il 12 luglio, alle Procure di Vasto, Lanciano e Chieti per segnalare “tutti i pericoli che l’utilizzo indisciplinato ed incontrollato del 'cantiere' della Via Verde Costa dei trabocchi comporta per i fruitori e l’assenza di responsabilità in capo agli enti pubblici territoriali che dovrebbero prevenire e vigilare su detti pericoli giornalmente favoriti da manifestazioni di ogni tipo”.

Un assalto senza regole quello alla Via Verde, secondo l'associazione, senza sicurezza per le persone e per la natura e senza alcun presidio di vigilanza attiva. “La Via Verde Costa dei Trabocchi”, dichiara la presidente dell’associazione Sandro Pertini, Veltra Casasanta, “è patrimonio di tutti ma gioiello abruzzese che madre natura ha voluto regalarci e va sottratto all’utilizzo indiscriminato e senza regole generali e programmatiche di possibili parassiti del bene pubblico che, seppure inconsapevolmente, potrebbero aprire la 'pista' all’utilizzo fraudolento di cosche, mafie e ndrine che lo hanno già individuato come un alveo fluviale, marino in questo caso, per lavare e riciclare denari di provenienza illecita. Ci si deve chiedere, come sia possibile consentire manifestazioni, utilizzo improprio e non programmato di aree, manufatti e pareti della pista ciclopedonale mentre è ancora un cantiere di lavoro non ancora collaudato e senza alcun presidio di sicurezza? Chi autorizza tali invasioni? La Provincia, i singoli Comuni, la Camera di commercio Chieti-Pescara che risulta eroghi anche contributi, oppure lo stesso consorzio di imprese che sta eseguendo i lavori? In caso di incidenti, specialmente nelle ore notturne, senza illuminazione lungo i tratti scoperti e lungo un tracciato che non ha subìto alcun riscontro di stabilità alle sollecitazioni di ogni tipo, chi ne risponde? In capo chi vanno ricondotte le responsabilità?”

“L’Associazione Sandro Pertini”, continua Casasanta, “proprio a tutela degli inconsapevoli amministratori delle pubbliche amministrazioni territoriali, ha chiesto alle Procure di Vasto, Lanciano e Chieti di disporre la chiusura della pista in assenza dei necessari presidi di sicurezza e certificazioni di attitudine all’utilizzo sollecito e continuativo, attivando altresì indagini per scoprire utilizzi malavitosi del bene pubblico. L'associazione nutre inoltre preoccupazione che un qualsiasi incidente possa gravemente danneggiare la reputazione del gioello Unesco e patrimonio degli abruzzesi. Ci risulta che un consorzio di investitori di matrice europea ha finanziato un progetto globale per la manutenzione, preservazione naturalistica e gestione biocompatibile dell’intero tratto da Ortona a Vasto. E tale consorzio, che pare abbia messo sul piatto oltre 25 milioni di euro, anticipandone circa uno per la progettazione in corso da tre anni, con riserbo e rispetto delle istituzioni, come da notizie stampa, rischia di abbandonare il progetto di finanza presentato alla Provincia di Chieti se non ottiene, in caso di assegnazione a seguito di specifico bando, garanzie di consegna dell’opera incontaminata da ogni interessenza malavitosa palese oppure occulta, ovvero la consegna dell’infrastruttura funzionale e correttamente collaudata. Sandro Pertini, celebre vacanziere sui monti trentini, non avrebbe esitato ad inaugurare il patrimonio Unesco Costa dei Trabocchi”, conclude la presidente, “ma previo accertamento della piena dignità pubblica della bellissima opera scolpita dalla natura”.

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