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I segreti delle drag queen, che a Francavilla si sfidano in una speciale Corrida

La finalissima è in programma giovedì 9 agosto, al teatro del Mare di Francavilla, in via Foro, dalle ore 22. Tre drag queen si sfideranno per aggiudicarsi il primo posto, con esibizioni presentate da Lakisha Moore e Gio Sensation, già madrina e presentatrice di Miss Trans Abruzzo

Lakisha Moore

A Francavilla al Mare, per il secondo anno consecutivo, arriva la Corridrag show-drag queen allo sbaraglio, una specie di "Corrida", nata da un'ieda di Lakisha Moore, drag abruzzese, che si ispira alla più nota Corrida di Corrado. Il format è lo stesso: le drag queen si metteranno alla prova per mostrare i propri talenti. 

L'anno scorso il divertente concorso ha riscosso successo e per questa edizione, di cui c'è già stata la prima serata il 13 luglio, si prevede di ripetere i risultati. La finalissima è in programma giovedì 9 agosto, al teatro del Mare di Francavilla, in via Foro, dalle ore 22. Tre drag queen si sfideranno per aggiudicarsi il primo posto, con esibizioni presentate da Lakisha Moore e Gio Sensation, già madrina e presentatrice di Miss Trans Abruzzo. L'iniziativa è patrocinata dal Comune. 

Ma cos'è esattamente una drag queen e da dove nasce questo nome? L'origine deriva dall'accostamento di due parole inglesi: drag, che vuol dire artista appartenente al genere gay, e queen, ossia regina. I due termini combinati danno l’idea di artista sopra le righe da amare rispettare e guardare con stupore. Le drag queen sono un po’ questo, artisti del travestimento, vere e proprie opere d’arte, sempre eccessive, colorate, con vestiti e trucco come marchio di fabbrica.

Fare la drag queen è un vero e proprio lavoro: ci si inventa un personaggio dal nome caramelloso, a volte in omaggio a grandi star, spesso a icone gay, altre ideando personaggi creati dal nulla. La drag si crea un suo stile, un suo gergo e mette in scena il proprio show fatto di siparietti, canzoni ed imitazioni.

In America sono anche veri e propri fenomeni televisivi, protagonisti di reality, album musicali, merchandising e tanti fan. Sono molto rispettate dalla comunità gay che le adora e dal resto del pubblico che le ama. Le queens sono artisti “innocui” e allegri, una nota di colore accecante nel grigio del nostro mondo, che portano avanti i loro show ma con un messaggio, tra le righe, molto forte, ossia: "Siate voi stessi e sempre al meglio". Uno dei massimi esponenti del genere è Ru Paul, un omone altissimo che si trasforma in una pantera dalle gambe chilometriche.

Spesso dietro ad ogni drag si nasconde un ragazzo molto semplice, ma con grandi sogni. Il travestirsi è un istinto che non si controlla, si è spinti aindossare abiti femminili e ballare davanti allo specchio già da bambini. Una tendenza che magari diventa una professione. Le drag sono sfacciate, nascoste dietro a quintali di trucco, dicono ciò che pensano attraverso le loro voci baritonali, creando un alter ego si possono esprimere liberamente pur rimanendo nascoste, bilanciano la propria personalità introversa con la loro parte drag. Questo crea un equilibrio assoluto tra chi si è e chi si vuole essere.

Spesso si domanda se sono tutti necessariamente gay: la questione è spinosa, dire che sono tutti gay è un luogo comune, ma pensare ad un uomo etero che fa questo lavoro e adora lustrini e boa di struzzo è altrettanto inverosimile. La favolosità delle drag viene dalla genetica gay, altrimenti sarebbero solo macchiette travestite. Sbattere le ciglia finte in sincrono è un’arte. Queens si nasce e ci si perfeziona con il tempo.
 

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