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Consiglio comunale straordinario sull’acqua, i cittadini: "Vogliamo date certe per risolvere un'emergenza che dura da troppo tempo"

Mercoledì 22 settembre nella sala provinciale di Chieti si terrà il consiglio comunale straordinario sulla gestione del servizio idrico e, in particolare, sulle interruzioni idriche che non accennano a diminuire neanche con l'inizio dell'autunno

È convocato per domani, mercoledì 22 settembre, il consiglio comunale straordinario sulla gestione del servizio idrico e, in particolare, sulle interruzioni idriche che a Chieti proseguono per la sesta settimana consecutiva, come disposto nell’ultimo avviso dell’Aca.

Verranno discussi gli ordini del giorno dell’opposizione sulla gestione del servizio idrico e crisi idrica a l’odg della maggioranza su analisi, verifica e proposte relativa alla situazione di emergenza idrica.

Il consiglio si terrà dalle 15,30 nella sala provinciale dove è ammesso un massimo di 45 persone (con green pass).

Le cittadine Elda Capriotti, Liliana Esposito e Assunta Ronca che da anni denunciano la gravità delle condizioni in cui versa il sistema idrico teatino e in particolare quello dello Scalo, hanno inviato una serie di richieste al sindaco Diego Ferrara, al presidente del consiglio comunale Luigi Febo e a tutti i consiglieri comunali a nome di una parte della cittadinanza “che da anni si sente fare promesse di progetti e lavori”.

Chiedono di “iniziare a fissare date certe delle opere da mettere in campo se i progetti sono già pronti. Se invece si tratta di progetti in lavorazione – aggiungono - date certe di inizio e fine progettazione, con la speranza che si possa mettere un punto a questo problema annoso e soprattutto che anche la parte bassa della città, che da oltre 40 anni, quasi per resilienza, non può permettersi di avere l’acqua di notte, possa finalmente iniziare ad ottenerla, non come concessione venuta dall’alto, ma come un diritto derivante da un servizio, che anche la parte dello Scalo paga regolarmente”.

Capriotti, Esposito e Ronca ricordano che già nel 2017 la vecchia amministrazione aveva detto di aver approvato il progetto di un serbatoio nuovo che avrebbe dovuto risolvere i problemi dello Scalo definitivamente, mai realizzato e anche, successivamente, di un collegamento con il serbatoio di Madonna della Vittoria, opera riconfermata nell’agosto del 2020 dal cda dell’Aca ma che ad oggi risulterebbe ancora in progettazione. “Ci siamo ritrovati a stare senza un filo d’acqua per oltre 72 ore – ricordano ancora - chiedendo all’attuale amministrazione, nella disperazione, l’intervento delle autobotti, che non risolvono il problema, ma servono a tamponare situazioni di emergenza idrica, ci siamo trovati ad affrontare quasi un mese di questa precarietà con conseguente stress fisico e psicologico che non consente la conduzione di uno status di vita normale e durante i mesi estivi la situazione sembra essersi ulteriormente aggravata, a causa dei mancati interventi precedentemente garantiti e mai attuati”.

Da quest’incontro i cittadini si aspettano dunque date certe e interventi continui da parte dell’amministrazione locale, presso gli organi competenti, “sia per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori promessi da anni, sia per cercare eventuali finanziamenti necessari. Speriamo quindi che anche la politica teatina – concludono - contribuisca a una soluzione definitiva e non si limiti al solito rimpallo delle responsabilità”.
 

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