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La giunta Ferrara difende il piano di riequilibrio: "Si è fatto terrorismo, maggiori servizi alla comunità"

Non si placano le polemiche attorno al piano di rientro approvato dal consiglio comunale

“Sul riequilibrio si è fatto terrorismo, nasce per dare maggiori servizi, come non è successo fino a oggi a fronte dei sacrifici chiesti alla comunità”. Il sindaco Diego Ferrara a difesa del piano di riequilibrio pluriennale approvato giovedì in consiglio.

“Continua il nostro lavoro di risanamento in attesa di avere il via libera al piano – spiega Ferrara - il documento approvato entro 10 giorni verrà trasmesso alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti e alla Commissione di Ricerca per la Finanza locale presso il Ministero dell'Interno. La Commissione ha 60 gg per effettuare l'istruttoria, durante i quali può chiedere chiarimenti e documentazione ulteriore all'Ente. A istruttoria avvenuta, la Commissione trasmette la sua Relazione finale alla Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti, la quale ha ulteriori 30 giorni per deliberare. L’azione descritta nella proposta di ripianamento va avanti, in modo da ottimizzare tutti i tempi scanditi dal piano, Chieti ha atteso già troppo la sua rinascita e ha bisogno di farlo nella massima trasparenza. A tal proposito ci corre l’obbligo di chiarire due temi importanti previsti dall’azione, affinché non passino tentativi di dare dei dati un’interpretazione surreale, specie in merito all’Imu e ai nidi".

Per quanto riguarda l'aumento dell'aliquota Imu, Ferrara spiega che "confrontando quanto deliberato già a settembre 2020 da chi ci ha preceduto e quanto approvato ieri, dall'attuale Amministrazione, considerando che l'aliquota base passa dal 1,06% al 1.14%,(quindi una variazione dello 0,08%), nello specifico, per singole categorie, le modifiche che abbiamo dovuto apportare, cercando di incidere il meno possibile sulle famiglie, sono state di lieve entità, a partire dallo 0,18% per le unità immobiliari adibiti ad abitazione principale e concesse a canone concordato,  dello 0,24% per i locali commerciali, artigianali e professionali, fino all' aumento dello 0.38% per le aree edificabili, rimanendo sempre valide, su tutte le categorie, le eventuali esenzioni e/o agevolazioni stabilite per legge".

Infine sugli asili nido specifica che "la riorganizzazione non è immediata e sarà ampiamente condivisa sia con la città che con i sindacati prima di andare a regime. Nessuno licenzierà nessuno: chi prospetta un’ipotesi di licenziamento è in malafede o ignora la realtà e la legge. Con la delibera approvata ieri dal Consiglio, il Comune manifesta l’intenzione di dare in gestione un servizio pubblico, come capita in tutte le città moderne e virtuose e come accade in tutti gli altri centri abruzzesi, grandi e piccoli. Non privatizziamo nulla, in quanto l’azione dell’Amministrazione sarà costante per definire e controllare sia la qualità del servizio, sia la fissazione delle tariffe e, di conseguenza, le fasce deboli saranno sempre garantite perché resta il criterio delle fasce Isee".

Al momento è aperto un unico nido che ospita 26 bambini, “Il riccio e la volpe” di via Amiterno, dove operano 12 dipendenti comunali, l'esternalizzazione riguarderà soltanto questo, in quanto unico rimasto e a gestione comunale, da quando la precedente amministrazione ha deciso di chiudere gli altri nidi. Si tratta di una strada che verrà definita insieme ai sindacati a strettissimo giro, faremo incontri già dalla prossima settimana, al fine di dare le massime tutele a tutti, trovando il percorso che meglio assicura qualità, coperture e rispetto delle competenze del personale interessato, in base alle leggi vigenti.

Non si tratta di una scelta fine a sé stessa: il ricorso al mercato per la gestione del servizio, pur accollandosi gli oneri straordinari di manutenzione, consentirà all’Amministrazione di riaprire i nidi comunali, azzerando le liste di attesa e consentendo così a 200 bambini e altrettante famiglie di poterli frequentare a partire dal prossimo anno scolastico. I gestori saranno individuati attraverso un bando pubblico e aperto a tutti i soggetti che dichiareranno di voler offrire un servizio conforme agli standard che saranno definiti dal Comune. Le strutture che avremo a disposizione passeranno così da 1 a 5, oltre a quello di via Amiterno ad oggi aperto, infatti, ci sono: due nidi nuovi e a norma in via Masci (completo degli arredi) e in Piazza Carafa (in via di ultimazione e a breve fruibile); l’altra struttura esistente e utilizzabile è il nido “La Coccinella” di via Amendola; un’altra possibilità è quella, poi del nido di via Arenazze. Riattivando le strutture, potremo di conseguenza anche adeguarle alla normativa vigente, passaggio in questi anni non compiuto e che ci consentirà di poter accedere a maggiori fondi regionali e avere certezza della loro erogazione”.

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