Venerdì, 17 Settembre 2021
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Chieti dichiara guerra ai piccioni con la falconeria: due falchi e una poiana per tenerli lontani [FOTO]

Il metodo, a costo zero per il Comune e non cruento, si basa sul presupposto che i volatili presenti numerosissimi in alcune zone del centro temono i rapaci e da loro scappano

A Chieti la lotta ai piccioni si combatte con la falconeria. È partito oggi in via sperimentale il nuovo servizio messo a punto dall’amministrazione comunale di concerto con Formula Ambiente, per allontanare i piccioni dalle zone più frequentate della città. 

Si tratta del bird control attraverso l’impiego di falchi, dei dissuasori naturali dei piccioni. I volatili sono addestrati dai falconieri Alessandra Giampaoli di Hawk Service e Giovanni Granati di Falcong.

“Adottiamo un metodo sperimentale - spiegano il sindaco Diego Ferrara e l’assessora alla Transizione ecologica Chiara Zappalorto - non cruento, totalmente ecosostenibile e a costo zero per l’ente”. 

Il sistema parte dal presupposto che i falchi sono temuti dai piccioni e, quando questi ultimi avvertono la loro presenza, si spostano altrove. Per questo, l’auspicio è che si possa così evitare l’imponente presenza dei piccioni, che creano diversi problemi all’igiene pubblica. 

“Per questa ragione - proseguono - con Formula Ambiente abbiamo deciso di provare questo metodo che ha dato importanti risultati negli impieghi che ha avuto: negli aeroporti, nelle grandi città, nei luoghi di comunità dove la presenza dei piccioni è un problema. Chieti è il primo capoluogo di provincia abruzzese a procedere in tal senso, di questo ringraziamo Formula che ha sostenuto la nostra idea portandola avanti e inserendola nelle attività che riguardano l’igiene pubblica, quindi senza ulteriori costi per le casse comunali, ma con l’obiettivo di risolvere un problema annoso con un percorso sperimentale e soprattutto naturale”. 

“Ci preme rassicurare la cittadinanza - precisano gli amministratori - che non assisterà a scene cruente: i falchi, infatti, soprattutto quelli addestrati come lo sono gli esemplari che in città, non mangiano i piccioni, sono straordinari dissuasori, faranno dei voli in città secondo un preciso programma e di cui seguiremo sviluppi ed effetti. La città è invasa dai piccioni, ci sono zone e palazzi che vivono con estremo disagio la loro presenza, soprattutto per il guano e le precarie condizioni igieniche che purtroppo li accompagnano. Con l’impiego dei falchi contiamo di ottenere un risparmio di uomini, risorse e mezzi per le azioni di pulizia mirata che Formula deve compiere per tutelare e ripristinare lo stato dei luoghi interessati dalle deiezioni”.
 
“Non è un’operazione selettiva – spiega Nicola Della Corina, responsabile di Formula Ambiente – con l’impiego della falconeria l’obiettivo è quello di limitare la presenza delle colonie dei piccioni in città. Si tratta di un’azione a favore del decoro cittadino, finalizzato a limitare la presenza dei piccioni e gli accumuli di guano e deiezioni in strade, piazze, edifici e monumenti, che sono un problema con cui combattiamo da anni. Il progetto parte oggi, è in via sperimentale fino a dicembre, riguarderà in questa prima fase le zone centrali della città e il centro storico. Se i risultati saranno quelli attesi, il prossimo anno valuteremo l’opportunità di programmare interventi anche nei quartieri limitrofi. Nel frattempo sarà importante monitorare lo spostamento della colonia dei volatili affinché l’azione sia efficace e mirata a risolvere un problema annoso di decoro e di igiene”.
 
“Su Chieti – dicono Alessandra Giampaoli di Hawk Service e Giovanni Granati di Falcong - voleranno una poiana di Harris e due falchi specializzati nel bird control e nell’allontanamento di volatili infestanti, in questo caso i piccioni, che non si possono catturare, noi siamo qui per spaventarli: capiscono subito che c’è un predatore nel territorio dove stanno tranquilli e che hanno scelto per mangiare, nidificare e dormire, non lo reputano più sicuro e si spostano altrove. Si tratta di un’attività non cruenta che ha l’obiettivo solo di limitare i danni derivanti dalla presenza delle colonie di piccioni, sia per il decoro urbano che per la sanità, visto che tante sono le malattie trasmissibili attraverso questi volatili”.

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