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I maestri dell'arte contemporanea nel calendario 2019 del museo universitario

Una selezione di opere della collezione Teresita e Alfredo Paglione. Venerdì la presentazione a cura del critico d’arte Gabriele Simongini

Il Museo universitario dell’ateneo “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara presenta il calendario "Il fascino dell’immagine” dedicato alla più grande e importante collezione d’arte contemporanea oggi presente in Abruzzo, generosamente donata nel 2015 al museo di piazza Trento e Trieste dal mecenate ed ex gallerista Alfredo Paglione.

Un uomo che ha fatto da sempre dell’arte e della bellezza la sua bandiera. Quando, dopo aver operato facendo base a Milano un po’ in tutto il mondo, ha cessato l’attività di gallerista, si è dato uno scopo ben preciso, quello di diffondere la bellezza, e lo ha fatto con una serie di donazioni importanti, che hanno creato o contribuito a creare nuovi musei soprattutto in Abruzzo, sempre anche a nome dell’adorata compagna della sua vita, Teresita Olivares, che ha concluso da poco più di dieci anni la propria esistenza terrena.

La collezione Paglione sarà presto un fiore all’occhiello di straordinaria valenza per il museo. Il calendario 2019 vuole rappresentarne un’anticipazione: non a caso il vernissage del calendario “Il fascino dell’Immagine” sarà accompagnato da un cammeo, una piccola rassegna, per stuzzicare l’appetito degli appassionati d’arte e di tutti i cittadini, innanzitutto i giovani, in attesa delle future esposizioni che verranno.

Il calendario sarà presentato ufficialmente venerdì 21 dicembre, alle 18, all’Auditorium del Museo universitario di Chieti. Contestualmente verrà inaugurata la mostra che propone alcune delle opere rappresentate nella pubblicazione. Saranno presenti  Alfredo Paglione; il professor Gabriele Simongini, storico, critico dell’arte e giornalista; il Pasquale Carovillano, presidente  della Cooperativa Biblos che ha finanziato la stampa del calendario. I saluti istituzionali sono affidati al professor Luigi Capasso, direttore  
del museo universitario.

Le opere che accompagnano i mesi sono le seguenti:
Alberto Gianquinto, Il pianoforte, 1995 (olio su tela, 195×130 cm),  
Gigino Falconi, Concerto silenzioso, 1991-92 (olio e acrilico su tela,  
180×180 cm), Giuseppe Bergomi, Bagnante, s.d. (scultura in bronzo,  
58x35x25 cm), Aligi Sassu, Argonauti, 1975 (acrilico su masonite,  
39×48 cm),  Josè Ortega, Adam y Eva, 1972 (tempera su carta intelata,  
90×65 cm), Claudio Bonichi, Le chapeau fleuri, 1988 (olio su tela,  
65×65 cm), Giuseppe Modica, Grande stanza della pittura, 1997 (olio su  
tela, 225×160 cm), Gianni Dova, Germano I, 1962 (olio su tela, 130×160  
cm), Ennio Calabria, Memoria rivisitata, 1991 (olio su tela, 150×80  
cm), Bruno Caruso, Bagliore nel giardino, 1969 (olio su tela, 120×159  
cm), Armando De Stefano,  Nudo, 1983, (olio su tela, 61×50 cm),  Josè  
Ortega, La Siesta, 1972 (tecnica mista su tavola, 112×177 cm), Piero  
Guccione, Gesù muore in croce, 2011 (pastelli su carta, 24×18 cm),  
Arturo Carmassi, Ritratto di A.F., 1968 (olio su tela, 70×70 cm),  
Ritch Miller, Agosto. Rosal, Chubasco repentino, 1982 (olio su tela,  
146×114 cm), Josè Ortega, Malvalocas, 1981 (tempera all’uovo su tela,  
54×65 cm), Matias Quetglas, Bella con congrio, 1988 (acrilico,  
146x114), Josè Ortega, Segadora y burro, 1963 (tecnica mista su tela,  
50x61 cm), Giuseppe Banchieri, Balcone dello studio, 1985 (olio su  
tela, 60×40 cm), Aligi Sassu, I due soli, 1963-72, (olio su tela,  
145×195 cm), Isabel Quintanilla, Bodegòn con flores, 1992 (olio su  
tela, 70×50 cm), Renato Balsamo, Ulivo, 1985 (olio su tela, 120×150  
cm), Carlos Mensa, La visita, 1975-76 (olio su tela, 146×114 cm),  
Michele Cascella, Paesaggio abruzzese, 1930 (olio su tela, 126×150 cm).

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