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L'Abruzzo perde abitanti: Chieti è il capoluogo di provincia con la decrescita più alta, in controtendenza Francavilla e San Giovanni Teatino

È il bilancio tracciato dall'economista Aldo Ronci sull'andamento demografico fra il 2013 e il 2020: segno negativo anche per Lanciano e Ortona

In sette anni, l’Abruzzo ha avuto un’emorragia di abitanti tale che è come se avesse perso una città come Chieti. È quanto emerge da un’indagine sull’andamento demografico elaborata dall’economista Aldo Ronci su dati relativi al periodo compreso fra il 2013 al 2020. 

Stando al report, in sette anni l’Abruzzo ha perso 48.906 abitanti, con una decrescita del 3,68%, superando di gran lunga la media italiana dell’1,84%. A preoccupare di più è l’emigrazione dei giovani fra i 15 e i 31 anni: hanno cambiato regione 26.567 giovani, con una flessione dell’11,12%, due volte e mezzo quella italiana del 4,53%. Non va meglio nella fascia 32-48 anni, dove fra il 2013 e il 2020 si sono perse 49.141 unità (-14,8%), più o meno in linea con la media italiana del 14,18%.

Analizzando nel dettaglio i numeri per ciascuna provincia, il triste primato di spopolamento spetta a Chieti (-16.636) e L’Aquila (-14.828), non solo nelle aree interne, ma anche sulla costa. 

In quella che Ronci analizza come “area metropolitana”, ossia i comuni di Chieti e Pescara, con l’hinterland (San Giovanni Teatino, Torrevecchia Teatina, Francavilla al Mare, Silvi, Cepagatti, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Spoltore, Cappelle sul Tavo, Pianella) si è registrato un “costante e consistente incremento fino a pochi anni fa”, che però si è arrestato negli ultimi tempi, facendo registrare addirittura una crescita a Francavilla e San Giovanni Teatino.

Tornando alle province, sul fronte della decrescita sono ancora una volta Chieti (-4,25%) e L’Aquila (-4,85%) a farla da padrone, superando di molto la media italiana dell’1,84%. 

Nel capoluogo di provincia, in particolare, si arriva a una variazione negativa del 6,16%: nel 2013 a Chieti si registravano 52.367 abitanti, che erano 3.228 in meno nel 2020: 49.139. È il dato peggiore dei quattro capoluoghi di provincia, con Pescara che ha fatto registrare 2.994 residenti in meno, seguita da Teramo (-2.281) e L’Aquila (-1.115). 

Per quanto riguarda i piccoli comuni non montani, in provincia di Chieti, il triste primato per la perdita di abitanti spetta a Casacanditella (-12,65%, da 1.344 a 1.174 abitanti in sette anni) e Filetto (-12,48%, da 1.010 a 884). 

Analizzando i comuni con più di 15mila abitanti, Francavilla al Mare in sette anni ha fatto registrare in controtendenza una crescita del 4,73%, passando dai 24.518 abitanti del 2013 ai 25.677 del 2020, conquistando il primo posto a livello regionale; ma anche Vasto ha avuto un piccolo aumento del 0,3%, da 40.429 a 40.553. Va peggio a Ortona, che ha perso il 5,23% di residenti in sette anni (da 23.517 a 22.287) e Lanciano, dove si è registrata una perdita del 3,49%, da 35.656 del 2013 a 34.410 di due anni fa. 

A San Giovanni Teatino, ci sono 780 abitanti in più nel giro di sette anni, con un aumento del 5,82%: da 13.394 a 14.174: è il terzo dato più virtuoso in tutto Abruzzo.

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