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Ampliamento della discarica di Chieti, il sindaco: "Le rassicurazioni della ditta non ci convincono"

L'amministrazione comunale esprime parere negativo sul progetto per ampliare il deposito nell’area adiacente l’impianto di trattamento meccanico biologico in città

"Le rassicurazioni della ditta non ci convincono". Esprimono parere contrario il sindaco Diego Ferrara e la maggioranza  sul progetto per ampliare il deposito nell’area adiacente l’impianto di trattamento meccanico biologico in località Casoni.

Il mese scorso sulla questione si erano espressi il Wwf e il consigliere comunale di Chieti Viva, Giampiero Riccardo.

“Agiremo utilizzando tutti gli strumenti possibili per evitare che dopo la realizzazione della discarica, dopo la realizzazione del Tmb, si costruisca anche un piazzale di stoccaggio di ecoballe che quell’area non può sostenere – così il sindaco e la maggioranza – in quanto oltre alla presenza della discarica sconta anche un volume di traffico che è rimasto invariato negli anni, nonostante tutte le rassicurazioni fatte: i problemi di viabilità c’erano, ci sono e ci saranno ancora e non vogliamo che peggiorino. Ieri si è svolta una conferenza di servizi in cui tecnicamente è stata analizzata la situazione e in cui sono state ribadite le ragioni tecniche del Comune, già dettagliate in un parere negativo inviato dal Servizio Urbanistico alla Regione lo scorso 29 ottobre. Per noi resta il fatto che Il progetto, ha più la veste dell’ampliamento dell’intera discarica, che quella della realizzazione di un semplice deposito di ecoballe ed è una realtà che non possiamo avallare". 

Secondo l'amministrazione comunale "sono troppe le vulnerabilità tecniche, a partire dalla situazione idrogeologica della zona, la stabilità delle aree interessate dal progetto che si trovano inoltre a ridosso della viabilità pubblica, un’area su cui c’è anche un vincolo di scarpata, cosa su cui dovrà esprimersi il Consiglio comunale. A tutto questo si aggiunge un ulteriore peso che è quello della viabilità generato dall’andirivieni dei mezzi pesanti che useranno la rete viaria esistente rimasta del tutto invariata negli anni e priva di un collegamento diretto per l’asse attrezzato. Insomma, ci troveremo di fronte a un’ipoteca troppo grande, considerata anche la modesta percentuale di rifiuti della città che finiscono nella discarica, con un aumento ulteriore dell’impatto negativo della presenza dell’impianto su una zona che ha un importante contesto di urbanizzazione”.
 

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