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Code agli uffici postali, associazioni consumatori: "Rischio assembramento e condizioni di disagio"

Le associazioni chiedono tutele per i dipendenti e l'utenza alla luce della normativa anti Covid

"Continuano a provenire da parte dagli utenti dei diversi uffici postali della regione Abruzzo forti lamentele, perché obbligati a stare in fila all'esterno dalle sedi per ore, anche sotto la pioggia, senza poter utilizzare un bagno e sottoposti spesso, ad un alto rischio di assembramento".

Queste le parole delle organizzazioni dei consumatori Acu, con Luigi Di Corcia, Arco Consumatori, con Franco Venni, Contribuenti Abruzzo, con Donato Fioriti, e Guardia Civica, con Claudio Lattocco, appartenenti al gruppo Insieme della Cruc (Consulta Regionale Utenti e Consumatori) regione Abruzzo che lanciano un appello. 

"Nonostante l'esigenza sia stata sollevata da alcuni anni - spiegano in una nota congiunta - affinché gli uffici aperti al pubblico di Poste italiane fossero dotati di adeguate sedute e di servizi igienici utilizzabili dalla clientela, le risposte, finora sono state del tutto evasive".

Alla luce dei dati ricevuti le associazioni lanciano una serie di proposte a Poste italiane attraverso un tavolo di confronto. Questi gli obiettivi: 

"Allestire servizi igienici all'interno o all'esterno degli uffici postali al servizio della clientela; eliminare, o ridurre fortemente, il rischio di assembramenti nelle file in attesa di accedere agli sportelli; garantire ai dipendenti una dotazione adeguata di mascherine ffp2 e non semplicemente chirurgiche, tali da garantirne la massima sicurezza. Siamo fiduciosi che il modo costruttivo con il quale le associazioni hanno sempre dialogato con Poste Italiane, troverà anche questa volta una adeguata e soddisfacente risposta alle esigenze degli utenti che noi rappresentiamo".

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