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D'Alfonso senatore, M5S deposita una segnalazione: "Al voto entro 3 mesi"

“Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e ad una delle Camere del Parlamento”. L'elezione risulta essere stata proclamata il 16 marzo scorso

I consiglieri regionali del M5S tornano all'attacco per l'elezione a senatore del Governatore Luciano D'Alfonso. Elezione resa effettiva dal 16 marzo dalla Corte d’Appello dell’Aquila che da domani, venerdì 23 marzo, D’Alfonso eserciterà per la prima volta le sue funzioni e prerogative da senatore partecipando alla prima seduta d’aula di Palazzo Madama.

"Il famigerato dies a quo è, dunque, arrivato e porta con se l’incompatibilità della carica di Senatore con quella di presidente della Giunta Regionale. Dall’inizio dell’anno l’Abruzzo è ostaggio della carriera politica di un solo uomo che non ha tenuto tanto a svolgere le funzioni di presidente di Regione quanto abbia tenuto ad abbandonare la nostra regione per una più comoda poltrona romana - commentano i consiglieri Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri - Oggi che l’incompatibilità è diventata effettiva ed efficace sia per il presidente D’Alfonso che per il deputato-consigliere regionale Camillo D’Alessandro, abbiamo deciso di depositare una segnalazione alla giunta per le elezioni, presieduta dal presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio, affinché in quella sede si prenda atto dell’incompatibilità, ne prenda atto il Consiglio Regionale, si proceda con lo scioglimento dello stesso e si consenta agli abruzzesi di tornare al voto entro tre mesi”.

I 5 stelle chiedono il rispetto delle leggi e della volontà popolare “I cittadini abruzzesi hanno riservato al Presidente D’Alfonso un risibile 13,9% a testimonianza di una sonora bocciatura dell’operato del Governo regionale. Dal momento che siamo consci che il presidente-senatore non rispetterà la volontà popolare e non si dimetterà autonomamente chiediamo oggi al Presidente del Consiglio di convocare la Giunta per le elezioni al fine di prendere atto e dichiarare l’incompatibilità dei neo eletti e, quindi, decretare la fine di questa legislatura”.

Sulle incompatibilità è legittimato a esprimersi anche la stessa Regione Abruzzo con un procedimento indipendente da quello parlamentare: le incompatibilità dei consiglieri regionali abruzzesi sono sancite nella legge regionale n. 51/2004 che chiarisce anche i passaggi amministrativi del procedimento di decadenza: “Quando per un consigliere regionale sussista o si verifichi qualcuna delle incompatibilità stabilite dalla presente legge, il Consiglio, nei modi previsti dal regolamento interno, provvede alla contestazione; il consigliere ha dieci giorni di tempo per rispondere; nei dieci giorni successivi il Consiglio regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità, chiede al consigliere di optare entro cinque giorni tra il mandato consiliare e la carica ricoperta. Qualora il Consigliere non vi provveda, il Consiglio lo dichiara decaduto con deliberazione notificata all’interessato entro cinque giorni”.

"Atto conseguente e obbligatorio alla decadenza del presidente della Giunta è lo scioglimento del Consiglio regionale - sottolienano ancora i consiglieri regionali - poiché il presidente di Regione è eletto a suffragio universale e diretto nel sistema neoparlamentare delineato dalla Costituzione e la sua decadenza non può dar luogo a surroga delle proprie funzioni neanche al Vicepresidente, ma comporta l’interruzione anticipata della legislatura, con successive elezioni da tenersi ai sensi dell’art. 6 della L.R. n. 9/2013 (Legge elettorale regionale) “entro tre mesi dallo scioglimento stesso.

D'Alfonso senatore: "Fino alla convalida delle elezioni resto il presidente della Regione"

E’ per questa ragione che anche le dichiarazioni del vicepresidente Lolli ci lasciano interdetti come, del resto, tutte le dichiarazioni di coloro che insistono a parlare di rimpasti di giunta e/o di rilancio dell’azione di governo dell’ultimo anno -  concludono i consiglieri M5S  - evidentemente, dimenticano o fanno finta di dimenticare, quanto statuito dell’articolo 141 del Regolamento del Consiglio Regionale “[…]in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale e di scadenza della Legislatura i poteri del Consiglio regionale sono prorogati sino alla proclamazione degli eletti nelle nuove elezioni, limitatamente agli interventi che si rendono dovuti in base agli impegni derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea, a disposizioni costituzionali o legislative statali o che, comunque, presentano il carattere dell'urgenza e necessità. L'urgenza e la necessità sono espressamente dichiarate ed adeguatamente motivate con riferimento alle situazioni di estrema gravità che esigono interventi immediati ed improcrastinabili, la cui adozione non può essere rinviata senza arrecare grave danno per gli interessi affidati alle cura della Regione”.

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