Ripresa attività selvicolturali, il Wwf non ci sta: "Regione dica no a tagli posticipati nei boschi"

L'associazione per la tutela dell'ambiente esprime preoccupazione per la gestione dei boschi dopo il decreto annunciato dal Governo

L'ultimo decreto del Governo per far fronte all’emergenza Covid-19 prevede, tra gli altri provvedimenti, la possibilità di ripresa delle attività selvicolturali. Secondo il Wwf Abruzzo "sarebbero in corso pressioni affinché siano concesse deroghe ai termini dei periodi di taglio del ceduo stabiliti dalla normativa in vigore".

Una scelta che per l'associazione per la tutela dell'ambiente "sarebbe rovinosa poichè il periodo per il taglio del bosco ceduo non è determinato dal capriccio di chi ha varato regolamenti e prescrizioni, ma è imposto per non danneggiare gli alberi in quanto le piante, per beneficiare della rinnovazione da ricacci polloniferi, devono essere tagliate durante il riposo vegetativo autunnale e invernale e non già in primavera".

Il Wwf è contrario all’eventuale posticipazione della data di cessazione delle attività di utilizzazione previste dalle normative in vigore e ha inviato una nota ufficiale alla Regione nella quale chiede appunto di "respingere ogni richiesta di deroghe alle regole sui periodi di taglio dei cedui".

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"Tagliare le piante legnose nella loro fase di vita annuale più intensa dal punto di vista biologico – spiega Filomena Ricci, delegato Abruzzo del Wwf Italia - espone il bosco a gravi rischi che vanno dal danneggiamento dei germogli appena ricacciati all’aumento di mortalità legato all’indebolimento delle ceppaie e quindi alla degradazione, che in molti casi è già presente per cause varie, compresa la gestione scriteriata. Tutelare adeguatamente i boschi è invece importantissimo per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, per la biodiversità e per minimizzare gli effetti di frane e allagamenti che spesso colpiscono le comunità a valle".

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