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Carozze e cavalli a Chieti e dintorni dall'Ottocento: Bigi presenta il nuovo libro

Nella sala consiliare della Provincia, lungo corso Marrucino, i ricordi di un tempo. Quando la città era il centro dei paesi vicini

Un tuffo nel passato per raccontare com’era il mondo che girava intorno alle carrozze e ai cavalli: è il nuovo libro di Aurelio Bigi che verrà presentato mercoledì 9 gennaio alle 17,45 nella Sala Consiliare della Provincia di Chieti. Si initola “Carrozze & cavalli. Mezzi di trasporto e vie di comunicazione a Chieti e dintorni dall’Ottocento” il volume, di 216 pagine, edito da éDICOLA Editrice di Gerardo Di Cola. La presentazione è di Sandro Chiacchiaretta e in appendice vi è un interessante lavoro di Gabriele Obletter sulla scuderia di famiglia esistente a Villa Obletter. L’attrice Giuliana Antenucci leggerà alcuni brani tratti dallo stesso libro di Bigi. 

Una Chieti vivace

Una descrizione di un mondo in cui vi erano pochi ricchi e tanti poveri, dove chi nasceva in città era favorito rispetto a chi nasceva in un paese, specialmente se arroccato in montagna dove mancavano scuole, ospedali, strade carrozzabili. Una realtà che vedeva Chieti al centro della sua provincia, attrazione per coloro che venivano dai paesi vicini. Chiese imponenti e ricche, un teatro affascinante che portava in città artisti di gran prestigio, una città piena di famiglie nobili o ricchi mercanti, con tanta presenza di uomini di cultura e di fede, personaggi eleganti, vetrine accattivanti, presenza di alberghi, ristoranti e cantine. Una Chieti vivace!

Chieti era collegata con la Via degli Abruzzi. Nel 1818 costruì la strada della Colonnetta e nel 1845 la traversa per Popoli che, partendo dalla chiesa della Trinità, la collegò alla zona della Brecciarola e la traversa che, partendo dalla Pietragrossa, la collegò alla zona della Madonna delle Piane. 
Alla sua provincia si collegò con tre strade: la Marrucina, la vecchia strada per Francavilla (dopo il 1861) che fu realizzata in tre tronchi e la strada che da Chieti andava verso Ripa Teatina (realizzata agli inizi degli anni quaranta dell’Ottocento).

Al di fuori di queste poche strade, la situazione viaria era drammatica: poche strade carrozzabili, (nel 1861 ben 256 Comuni abruzzesi non avevano alcun collegamento carrozzabile il che significava che dal proprio paese si poteva entrare e uscire solo grazie a sentieri e/o mulattiere e quindi senza poter usare carri o carrozze), mancanza di ponti, utilizzo di scafe per attraversare il fiume Pescara, strade ricavate nel letto dei fiumi (e quindi non percorribili in determinate stagioni) o sulla spiaggia. Anche la vita nei paesi limitrofi era differente: la popolazione era dedita quasi esclusivamente all’agricoltura e quindi una vita di sacrifici, di lavoro pesante, con scarsa remunerazione, soggetta ai capricci meteorologici e dei potenti del tempo, anche approfittando che l’analfabetizzazione era elevata, quasi ovunque superiore al 90%. 
 

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