Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

Pensionati: in aumento a Chieti, ma importi sotto i 600 euro

Sul bilancio dell'Inps pesano di più le pensioni di vecchiaia, poi quelle ai superstiti, di invalidità e infine quelle sociali. L'appello di Fnp: "Bisogna reperire più risorse, la spesa abruzzese per il sociale è sotto la media nazionale"

La provincia di Chieti è quella dove l’Inps eroga il maggior numero di pensioni totali, un dato in aumento dal 2008 al 2010. Quattro anni fa i pensionati teatini erano 130.949, dei quali 76.012 donne. L’anno successivo il numero è diminuito leggermente (130.931 in totale, 75.749 donne), fino a raggiungere 131.149 nel 2010 (76.186 donne). Anche le altre province abruzzesi hanno registrato un lieve aumento. Seconda per pensioni erogate è L’Aquila (121.405), seguita da Pescara (101.024) e Teramo (99.836).

Pur detenendo il primato per numero di pensionati, la provincia di Chieti non conserva lo stesso vantaggio per l’importo medio delle pensioni, pur superando lievemente la media regionale, di 557,34 euro nel 2010. Nello stesso anno, infatti, i teatini hanno ricevuto in media 572,65 euro, che per le donne sono stati solo 447,63. Va meglio ai pescaresi, che ricevono mediamente 607,70 euro, contro i 495,21 degli aquilani e i 561,82 euro dei teramani. 

Le pensioni che pesano di più sul bilancio dell’Inps sono quelle di vecchiaia: 61.156 nel chietino, quasi 200 mila in Abruzzo, almeno stando ai dati del 1° gennaio 2010.  Le pensioni ai superstiti sono 28.394 in provincia, contro i 95.861 in regione. Gli invalidi sono 16.806 (57.054 in Abruzzo) e le pensioni sociali 6.567 (24.211 in tutta la regione).

Per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, negli ultimi anni il numero registra una discesa. Si passa da 114.853 pensionati (66.423 donne, più della metà), ai 114.101 del 2009 (65.697 donne) fino a 112.923 del 2010 (65.101 donne): un calo totale di 1.178 pensioni (1,03 per cento). Una tendenza non del tutto in linea con le altre province abruzzesi. L’Aquila registra un aumento: dai 102.778 pensionati del 2008 ai 103.444 del 2010. Nel teramano i cambiamenti sono minimi: dagli 82.795 del 2008 agli 82.414 del 2010. Lieve flessione nel pescarese, dove nel 2008 i pensionati erano 78.365 per scendere a 77.974 due anni dopo. In tutte le province si registra una prevalenza di donne, ma il dato totale diminuisce dal 2008 al 2010 di 1.074 pensioni.

L’importo medio delle pensioni è aumentato, nella provincia di Chieti più che nel resto d’Abruzzo. La media nel teatino si attestava nel 2008 sui 556,78 euro (431,67 per le donne), arrivando a 588,12 euro l’anno successivo (448,82 per le donne). Nel 2010 l’importo medio ha raggiunto i 601,90 euro, non riuscendo a superare i 455,96 per le pensionate. La pensione media di un abruzzese è cresciuta dai 552,60 del 2008 fino 590,11.

In triste crescita nel chietino anche il numero di pensioni per invalidità civile. Nel 2008 erano 16.096, poco più della metà donne (9.589), oggi sono 18.225, di cui 11.085 donne. La somma media erogata dall’Inps è aumentata, ma rimane comunque molto bassa: dai 373,35 euro del 2008, arrivati a 391,44 due anni dopo.

I pensionati, soprattutto gli anziani, incidono notevolmente nella Regione e soprattutto nel territorio della provincia di Chieti. Per questo la sezione locale Fnp (Federazione nazionale pensionati) lancia un appello: “Gli anziani sono una risorsa, ma devono essere ascoltati”, dice il segretario regionale Lucio De Mattheis.

Secondo la Fnp Abruzzo è necessario “che si compia ogni sforzo possibile per reperire nuove risorse, anche attraverso l’uso dei fondi Fas”. Nella nostra regione, infatti, la spesa per interventi e servizi sociali erogata ai comuni non supera gli 84 mila euro, cifra in cui sono incluse anche le spese per il personale e per l’affitto. Così la cifra media destinabile agli utenti si ferma a 62,9 euro, contro la media nazionale di 110,7 euro.

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