Economia Chieti Scalo / Via Erasmo Piaggio

I lavoratori Sixty non si arrendono: manifestazione pubblica venerdì alle 18

L'azienda non ha accolto le richieste dei lavoratori, in presidio permanente innanzi alla sede di via Piagggio. Qui, venerdì 23 alle 18 le Rsu hanno indetto una manifestazione pubblica. Parteciperà anche il sindaco

Nessun accordo sulla cassa integrazione straordinaria nell'ultima riunione, il nuovo piano industriale della Sixty prevede circa 200 esuberi e nessuna salvaguardia del 'made in Italy' per la storica azienda tessile a Chieti Scalo.

Per questo le Rsu hanno deciso di scendere nuovamente in piazza. Lo faranno venerdì 23 marzo alle 18 innanzi alla sede in via Piaggio, dove "va in onda" il presidio permanente.

L'obiettivo è salvaguardare tutti i posti di lavoro.  "Scendiamo in piazza per la permanenza della Sixty spa sul nostro territorio  - si legge nel manifesto sindacale - per il ridimensionamento della delocalizzazione di produzione, ideazione e creatività e per la difesa ed il rilancio di questo territorio martoriato dalla chiusura di troppe aziende, del “made in Italy” e dei diritti di tutti i lavoratori, nessuno escluso".

Al fianco ai lavoratori Sixty venerdì, alla fiaccolata in programma allo Scalo, ci saranno anche il sindaco Umberto Di Primio e l'assessore al Commercio Antonio Viola: "A nome dell’amministrazione comunale esprimo loro il pieno sostegno  - ha detto Di Primio - auspico che con me e gli assessori della Giunta Comunale anche altri rappresentanti della politica e delle istituzioni, nonché gli stessi cittadini, vorranno con la propria presenza stringersi intorno ai lavoratori della Sixty".

Confermata, inoltre, la presenza di una delegazione dell'Idv, coordinata da Giampiero Riccardo: "Il messaggio dato dall’amministrazione della Sixty - ha spiegato quest'ultimo - teso a investire nel rilancio dell’azienda a nuovi mercati come gli Stati Uniti, il Brasile e la Russia, non può assolutamente conciliarsi con la cassa integrazione prima ed il licenziamento poi dei dipendenti dello stabilimento di Chieti Scalo. In una zona industriale decimata, questo potrebbe essere il segnale definitivo di una desertificazione senza ritorno".

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