Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia

La crisi del commercio: in sei mesi chiuse 629 imprese in provincia

Marisa Tiberio, presidente Confcommercio Chieti, punta il dito sulla grande distribuzione e in particolare contro i progetti Megalò 2 e Megalò 3 che comporteranno un'ulteriore desertificazione del centro storico e dello Scalo

Da luglio 2013 a settembre 2013 in provincia hanno chiuso di Chieti 629 imprese. A Chieti nello stesso periodo la Camera di Commercio ha registrato 28 attività all'ingrosso e al dettaglio in meno, 38 a Francavilla, 15 a Ortona e 27 a Vasto. Sono i dati elencati dalla presidente di Confcommercio Chieti Marisa Tiberio che attacca la grande distribuzione, responsabile a suo giudizio della desertificazione del centro urbano do Chieti Scalo e del centro storico di Chieti.

Confcommercio si schiera in particolare contro i progetti Megalò 2 e Megalò 3. “In questi giorni – dichiara Marisa Tiberio -  è stato presentato al Genio Civile il progetto relativo all’adeguamento dell’argine a protezione del Megalò 1 e degli altri due centri commerciali che vorrebbero insediarsi nell’area di Santa Filomena.

L’intervento sull’argine sarebbe necessario perché, secondo le verifiche effettuate dall’Autorità di Bacino, non sono stati realizzati  400 metri di struttura sul lato nord est.  Ma questo muro d’acciaio – fa presente ancora Tiberio - sarà la tomba del piccolo commercio cittadino e dei comuni limitrofi”.

 L’associazione ribadisce un secco no a questi progetti e annuncia  che, “nel pieno rispetto della legalità, con i sui commercianti associati e le  famiglie e gli amici, realizzerà essa stessa una barriera umana a protezione dei piccoli negozi e del futuro commerciale della città”.

 “Leggiamo dai giornali che i nuovi insediamenti commerciali porterebbero 450 nuove assunzioni” osserva ancora Tiberio. “Ma a che prezzo? Quante centinaia di imprese del circondario continueranno a chiudere, quante migliaia di  posti di lavoro si perderanno?

L’Abruzzo occupa uno dei primi posti in Italia per densità della grande distribuzione rispetto alla popolazione (402,8 mq. per ogni mille abitanti  contro una media nazionale di mq. 321,2- Rapporto del Ministero allo “Sviluppo economico” del 2008).  Dal 2008 la situazione è ancora più grave per il piccolo commercio visto che sono nate anche altre strutture della grande distribuzione come l’Ikea di San Giovanni Teatino”.

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