Economia

Le imprese faticano a pagare i fornitori, a Chieti ritardi aumentati del 24,3% nell'ultimo anno

In base allo studio pagamenti di Cribis, aggiornato al 31 dicembre 2020, l’Abruzzo, con il 28% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, è al 12° posto della classifica italiana

L’impatto negativo dell’emergenza sanitaria si ripercuote soprattutto sulle imprese, in particolare su quelle di piccole dimensioni. Secondo lo Studio Pagamenti di Cribis, i pagamenti oltre 30 giorni in Italia sono aumentati del 21,9% nell’ultimo anno. L'Abruzzo, con il 28% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, è al 12° posto della classifica italiana (prima fra le regioni del Sud e Isole), confermando il risultato dell’anno precedente.

Aumentano i ritardi gravi: nel 2019 le imprese che effettuavano i pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni erano il 15,1%, nel 2020 sono passate al 17,5%. Fra le province abruzzesi, la migliore è Teramo (63°), seguita da Chieti (74°), L’Aquila (77°) e Pescara (82°). Rispetto al 2019, L’Aquila, dove le imprese puntuali sono cresciute del 9,4%, è fra le province italiane che guadagnano più posizioni (9), mentre Chieti, dove i pagamenti oltre i 30 giorni sono aumentati del 24,3%, è fra quelle che ne hanno perse di più (8); Teramo sale di una posizione, Pescara ne perde 6.

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Tra le regioni la situazione è peggiorata soprattutto in Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Veneto. A livello provinciale, ritardi gravi cresciuti oltre il 50% a Lodi, Belluno, Asti e Pordenone. 
 
Nonostante il peggioramento della situazione, Lombardia e Veneto sono la terza e la quarta regione italiana con meno ritardi gravi in assoluto (rispettivamente 8,6% e 9,1%), alle spalle del Trentino – Alto Adige (6,6%) e dell’Emilia-Romagna (8%). Ancora una volta il Nord Est è l’area geografica più affidabile, con il 43,6% di pagamenti regolari, mentre la situazione è più problematica al Sud e nelle Isole, dove è puntuale solo il 23% delle imprese.
 
“I dati evidenziano come rispetto all’anno precedente – commenta Marco Preti, amministratore delegato di Cribis - in 5 regioni del Nord Italia i ritardi gravi si sono incrementati dal 30 al 40%. L’impatto negativo dell’emergenza sanitaria si ripercuote soprattutto sulle imprese di piccole dimensioni. In particolare, soffrono le microimprese che, pur essendo le più virtuose con il 37,3% di pagamenti alla scadenza, hanno anche la quota più elevata di ritardi gravi (13,8%), insieme alle piccole (8,7%). Lo sviluppo della pandemia fino alla seconda ondata ha ulteriormente colpito i settori già in sofferenza per il lockdown, quali bar e ristoranti, il trasporto aereo, i servizi ricreativi e il settore cinematografico, tutti agli ultimi posti nel ranking della puntualità nei pagamenti”.
 
Il settore merceologico più puntuale è quello dei Servizi finanziari (47,9%), seguito da quello delle Costruzioni (42%), mentre il Commercio al dettaglio, dove i pagamenti alla scadenza interessano solo il 25,1% delle imprese, è quello con la situazione più critica, con un’incidenza di ritardi gravi pari al 20%. Rispetto al 2019, la variazione percentuale più elevata nei pagamenti oltre i 30 giorni si registra nei settori della Manifattura (32,4%), del Commercio al dettaglio (19,8%), dei Servizi (17,2%) e del Commercio all’ingrosso (16,3%).

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