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CariChieti: "I risparmiatori possono essere risarciti anche dagli ente ponte"

La sentenza pilota arriva da Ferrara dove il tribunale ha condannato l'ente ponte a risarcire un risparmiatore

Gli azionisti di CariChieti, Cassa di risparmio di Ferrara, Banca Etruria e Banca Marche - le quattro banche finite in default - ora possono sperare di recuperare i denari investiti in azioni o obbligazioni subordinate e non rimborsate.

La sentenza pilota che cambia radicalmente le prospettive per i risparmiatori arriva da Ferrara ed è stata resa nota dallo studio legale di Gianni Franchi, uno degli avvocati che assieme ai colleghi Stefano Di Brindisi e Lucia Caccavo ha seguito l'investitore risarcito.

"Dopo un giudizio brevissimo durato soli quattro mesi - spiega -  con ordinanza in data 31.10.17, il Tribunale di Ferrara ha condannato la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara s.p.a., ossia l'ente ponte creato per la cessione della vecchia Carife alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna, al risarcimento di tutti i danni subiti da un risparmiatore che aveva comprato azioni, pari alla somma versata (€ 19.209,64), oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese.
 
La ragione della condanna sta nella violazione da parte della vecchia Carife di alcune norme del Testo Unico Finanziario e del Regolamento Consob attuativo della Direttiva Mifid".

Nuova CariChieti ceduta a Ubi Banca
 
Per i legali è importante soprattutto che il Tribunale abbia respinto l'eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata dalla difesa Nuova cassa di Risparmio, osservando che questa risponde di tutti debiti della vecchia, compresi quelli derivanti da vendita di azioni o obbligazioni, purché conseguenti nullità o inadempimento.
 
"Questa è una tappa fondamentale per la tutela degli azionisti di tutte le quattro banche, Carife, Carichieti, Banca Marche e Banca Etruria finite in amministrazione straordinaria, i quali, nessuno escluso, hanno la possibilità di recuperare i denari perduti - sostengono gli avvocati Giovanni Franchi, Stefano Di Brindisi e Lucia Caccavo precisando che - analoga probabilità hanno gli obbligazionisti subordinati, che non hanno ricevuto, per qualche morivo il rimborso".
 
"Tale provvedimento - aggiugnono - dimostra che non è vero che non vi è altra strada che la costituzione di parte civile nei processi penali avviati contro amministratori e sindaci di quelle società. L'ordinanza pronunciata dal tribunale di Ferrara dimostra che la via maestra è quella del giudizio civile, da avviare dopo aver dato corso alla mediazione obbligatoria".

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