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Abruzzo, crolla l'export verso Russia, Libia, Tunisia e Brasile

Studio sull’export nei mercati emergenti in maggiore crisi, la provincia di Chieti assorbe quasi la metà delle esportazioni

Cala drasticamente, in Abruzzo, il valore delle esportazioni verso Russia, Libia, Tunisia e Brasile, ovvero i quattro mercati emergenti in maggiore crisi. Lo dice un approfondimento che Confartigianato Abruzzo ha condotto su un'elaborazione del Centro studi della Confederazione nazionale.

Nei primi sei mesi di quest'anno, inoltre, il totale delle esportazioni verso i quattro Paesi è concentrato prevalentemente verso i mercati russi, pari al 61,7%, seguiti da Tunisia (20,8%), Brasile (15,6%) e Tunisia (1,9%).
A livello territoriale, la provincia di Chieti assorbe quasi la metà delle esportazioni delle regione verso i quattro Paesi, che rappresentano l’1,01% del valore aggiunto, dato anche più alto della media nazionale: 41,47 milioni di euro di esportazioni, con un calo del 63,8% rispetto al primo semestre del 2014. Seguono la provincia di Pescara (-1,8%, 22 milioni di euro, 0,66% del valore aggiunto), quella di Teramo (-42,3%, 17,14 milioni di euro, 0,55% del valore aggiunto) e quella dell'Aquila (-5,6%, 3,16 milioni di euro, 0,10% del valore aggiunto.

A livello nazionale i quattro Paesi sono quelli che tra i dieci maggiori mercati fanno registrare una caduta dell’export superiore ai dieci punti percentuali: Libia (-34,2%), Russia (-28,4%), Tunisia (-10,5%) e Brasile (-10,3%)

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