Mercoledì, 4 Agosto 2021
Attualità

Casi in calo nell’ultima settimana in Abruzzo, il report della Fondazione Gimbe

Ma è sempre allarmante la situazione sul versante ospedaliero, come ormai da diverse settimane

L'ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe evidenzia, nella settimana dal 17 al 23 marzo, un lieve decremento dei nuovi casi di Coronavirus in Italia pari a -4,8%. Nella maggior parte delle regioni come l’Abruzzo c’è una netta correlazione tra variazione percentuale dei nuovi casi e il colore di 3 settimane fa: la nostra regione era ed è arancione con tinte di rosso nelle varie province.

Secondo il report Gimbe la variazione percentuale dei nuovi casi è in riduzione in Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Molise, nelle province autonome di Bolzano e Trento, Umbria.  Viceversa, lo stesso dato è in aumento in Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta e Veneto, che 3 settimane fa erano in area gialla o bianca. 

"Nel pieno della terza ondata - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - si intravedono i primi segnali di miglioramento: dopo quattro settimane consecutive si inverte il trend dei nuovi casi settimanali e si riduce l'incremento percentuale dei nuovi casi".  

Nonostante la lieve flessione della curva dei contagi, peggiora la situazione sul versante ospedaliero. Le soglie di allerta di occupazione di posti letto da parte di pazienti Covid in area medica e in terapia intensiva sono state abbondantemente superate da settimane in Abruzzo.

A livello nazionale le soglie in area medica (oltre il 40%) e in terapia intensiva (sopra il 30%) sono state superate rispettivamente del 43% e 39%. In Abruzzo e in altre 5 regioni (Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Molise,  Toscana) le terapie intensive hanno una saturazione uguale o sopra il 40% ,  in altre è sopra o uguale al 50% (Marche, Lombardia, P.A. Trento, Piemonte, Emilia-Romagna).

"Su questo fronte – specifica Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - è incoraggiante la frenata dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva: la curva della media mobile a 7 giorni dopo 4 settimane di incremento si è appiattita".
 

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