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Giornata mondiale dei bambini scomparsi, il questore si rivolge ai ragazzi: "Non siete soli, la polizia c'è"

La polizia ha coinvolto le scuole della provincia nella campagna di informazione e sensibilizzazione in particolar modo agli adolescenti e alle loro situazioni di disagio

Una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i cittadini affinchè passi il messaggio: " Tutto si può risolvere contatta la polizia di stato".

Nella Giornata mondiale dei bambini scomparsi che si celebra il 25 maggio di ogni anno, nell'ambito dell'iniziativa nazionale promossa dal sommissario straordinario del governo per le persone scomparse e dalla Direzione centrale anticrimine della polizia di stato, il questore Annino Gargano, in collaborazione con l'Ufficio scolastico provinciale Chieti-Pescara e i ragazzi della Consulta degli studenti, ha coinvolto le scuole della provincia nella campagna di informazione e sensibilizzazione sul fenomeno, in particolar modo rivolta agli adolescenti e alle loro situazioni di disagio.

"Abbiamo voluto lanciare un messaggio forte di vicinanza ai ragazzi vittime di un disagio purtroppo spesso aggravato dalla situazione pandemica. Ci sono fatti o cose che possono indurre i nostri ragazzi, in particolare gli adolescenti, ad assumere decisioni pericolose per loro stessi e di conseguenza per le loro famiglie. Insieme all'ufficio scolastico provinciale con questa campagna vogliamo dire che la polizia di stato c'è per qualunque difficoltà. Pronti a intervenire dei confronti dei bulli, cyberbulli e di persone che violente sia a livello fisico che psicologico".

Il questore ha poi sottolineato l'importanza degli strumenti a disposizione in particolare l'app Youpol "che permette ai ragazzi di segnalare immediatamente per evitare che le situazioni possano degenerare". 

Gli Agenti della Polizia di Stato di Chieti stanno distribuendo agli studenti di Chieti e nei prossimi giorni anche in provincia, un opuscolo informativo con il quale vengono coinvolti i giovani, focalizzando l'attenzione sui diversi motivi per i quali si è indotti a scappare con il conseguente impegno della Polizia di Stato affinchè questi comportamenti non vengano messi in atto.

"La scuola crea una situazione di continuità sul territorio nella formazione dei cittadini consapevoli - spiega Rossella Mosca dell' ufficio scolastico provinciale - queste sono campagne importantissime per i ragazzi che si aggiungono alla consulta degli studenti che opera in un contesto di cittadinanza attiva e il ritorno della materia 'educazione civica' nel piano scolastico".

La polizia punta l'attenzione sulle attività preventive: "quando ti vergogni di quello che hai fatto ricordati che la polizia di stato affronterà tutte le situazioni e non giudicherà - si legge nell'opuscolo, e ancora - quando vuoi proteggere chi ti maltratta ricordati che nessun sentimento o legame di amore può giustificare un maltrattamento; quando hai paura ed è comprensibile, parlane per ottenere una protezione - infine - quando hai timore che nessuno ti crederà ricordati che la Polizia di Stato ascolta chiunque è in difficoltà e ha bisogno di aiuto".

Sul cyberbullismo in particolare viene segnalata la possibilità, anche per i minorenni vittime di tale condotta, non solo di potersi rivolgere al questore per richiedere l'ammonimento nei confronti degli autori, ma anche di poter richiedere al gestore del sito internet o del social network l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato personale, inclusi foto, video e audio diffusi online.

Nel medesimo contesto, ai fini di prevenzione viene anche affrontata la tematica della violenza di genere, che non è sola quella fisica, e dei "segnali" dai quali capire per tempo potenziali condotte violente tenendo presente che l'82% dei casi di chi usa violenza su una donna non bussa ma ha le chiavi di casa.

Al riguardo la polizia di stato con il messaggio "L'Amore non conosce violenza - se hai paura non è amore- la violenza domestica è un reato - anche tu puoi fare qualcosa: non aspettare chiedi aiuto alla Polizia di Stato", vuole stimolare le persone vittime di violenza di genere a rivolgersi senza indugio, e soprattutto senza ritardo, alle forze di polizia. La polizia ricorda, infine, che in ogni questura è presente l'Ufficio minori, "da intendersi quale pronto soccorso per i bambini e le famiglie in difficoltà, nonché le sezioni specializzate nelle indagini concernenti lo sfruttamento dei minori delle squadre mobili".

Gli strumenti di aiuto prevedono la possibilità di presentare una richiesta di "ammonimento del questore";  sporgere denuncia negli uffici della polizia di stato o altre forze di polizia;  diritto ad una corsia preferenziale al pronto soccorso, il cosiddetto "Percorso rosa"; rivolgersi ai servizi sociali del proprio comune e  richiedere informazioni o essere messo in contatto con un Centro Antiviolenza e conoscere le strutture sanitarie presenti sul territorio.

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