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Ex Pierantoni, le associazioni ricevute in Comune per trovare una soluzione

La riconsegna entro febbraio: è prevista la creazione di uno studentato, ma le associazioni non sanno dove andare 

Incontro stamane in Comune a Chieti con le associazioni che hanno sede nell’ex caserma Pierantoni, per trovare una soluzione. La ex Pierantoni nei prossimi mesi sarà interessata da interventi di riqualificazione destinati alla creazione di uno studentato. Una delegazione delle 26 associazioni è stata ricevuta dal sindaco Diego Ferrara e dalla consigliera comunale Silvia Di Pasquale, delegata al Patrimonio, che hanno illustrato la situazione e chiarito quali sono i tempi e le intenzioni dell’Ente, in vista dell’appalto dell’immobile concesso in comodato d’uso all’università.

“Abbiamo innanzitutto chiarito che la riconsegna dei locali è necessaria ai fini dell’appalto – riferiscono il sindaco e la consigliera Di Pasquale - pena la riconsegna al Ministero dei finanziamenti ottenuti per far rinascere a nuova vita quel luogo, che ospiterà uno studentato. Dall’università abbiamo appreso che gli affidamenti saranno effettuati presumibilmente a giugno 2022, in ogni caso, i locali dovranno essere lasciati liberi per tempo, come d’altronde le associazioni sapevano già, in base a comunicazioni fatte dalla precedente amministrazione. Da qui, vaglieremo la proposta di far slittare di qualche mese la data ultima entro cui effettuare la riconsegna, che deve a nostro giudizio essere fatta entro febbraio, nella considerazione di tutte le variabili legate all’occupazione di quegli spazi, fra cui anche la presenza di tre appartamenti occupati abusivamente”.

Per l’amministrazione “non è pensabile fermare un appalto così importante per la città, ma è di certo una decisione di buon senso, accogliere la richiesta di un confronto tecnico con gli uffici, che le associazioni ci hanno chiesto e che agevoleremo, per condividere un percorso che porti a localizzazioni alternative, con iter e titoli chiari. Questo, perché quando ci siamo insediati abbiamo dovuto far fronte a una vera e propria giungla riguardo alla gestione degli spazi di proprietà comunale. Infatti molte associazioni non avevano titoli chiari, dirottano i pagamenti dei canoni non solo sul Comune, ma anche su altri enti, quali Ater e Teateservizi e ad oggi – dicono ancora - manca un regolamento che aggiorni, requisiti, tempi e modalità per procedere alla concessione e tenga conto anche degli interventi sostenuti nel tempo dalle associazioni stesse, molti dei quali fatti, abbiamo appreso, senza la necessaria condivisione con il Comune, come sarebbe invece dovuto accadere”. 

Il Comune, che promette massima trasparenza, la prossima settimana ha calendarizzato un incontro con gli uffici del Patrimonio per cercare insieme soluzioni alternative dove collocare le associazioni, “che dovranno essere però trovate al di fuori degli immobili ricompresi nella lista delle possibili alienazioni comunali, perché si tratta di spazi che non possono essere nemmeno dati in affitto, proprio in vista della possibile vendita – concludono  - abbiamo un solo caposaldo, gli affidamenti dovranno essere in regola”. 
 

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