Anche il corso prematrimoniale si sposta online: "Un modo per non perdere il contatto con la realtà"

L'iniziativa di don Sabatino Fioriti, parroco di San Martino Vescovo, a Chieti Scalo, e direttore dell'ufficio diocesano per la Pastorale della famiglia, che ora ogni domenica incontra le sue "coppie" in videoconferenza

Don Sabatino Fioriti durante la celebrazione della messa

Non c'è solo la didattica a distanza tra le possibilità che la tecnologia offre per non abbandonare del tutto gli impegni quotidiani nelle settimane di reclusione forzata per il Coronavirus. Tra tutorial di cucina, lezioni di fitness, concerti sui social e flash mob online, il web può servire anche all'aspetto più spirituale. 

Un'occasione che, nell'impossibilità di incontrarsi, ha colto don Sabatino Fioriti, parroco di San Martino Vescovo, a Chieti Scalo, e direttore dell'ufficio diocesano per la Pastorale della famiglia. Dal 1988, il sacerdote organizza annualmente corsi di preparazione al matrimonio, accogliendo i fidanzati della sua parrocchia (che dal 2010 è quella di San Martino) e non solo. 

Quest'anno, il tradizionale percorso è iniziato a novembre, quando 17 coppie hanno iniziato a condividere il cammino verso il sacramento del matrimonio con incontri a cadenza settimanale, la domenica sera, nell'oratorio di via Montello. Oltre al parroco, ci sono tre coppie sposate, il parroco di Santa Maria de Cryptis don Roberto Antonucci e il parroco di Madonna delle Piane don Nicola Del Bianco.

L'ultimo incontro si è tenuto il 1° marzo, ma, quando mancavano cinque appuntamenti, è scoppiata l'emergenza Coronavirus, che ha imposto un'interruzione.

Ed è a quel punto che don Sabatino ha deciso di sfruttare la tecnologia per radunare le "sue" coppie e proseguire il percorso diventato, oltre che una preparazione al matrimonio, anche un modo per confrontarsi e sfogarsi in un momento difficilissimo per chiunque, ancora di più per chi si stava preparando all'inizio della vita insieme. Sono diversi, infatti, i fidanzati che avevano programmato le nozze per la primavera e ora, oltre alla difficoltà di una pandemia, c'è anche quella di dover quasi certamente spostare la celebrazione e la festa. Finora gli incontri in videochiamata sono stati due, ma altri tre sono in programma nelle prossime settimane.

Come ha pensato di usare la tecnologia per il corso di preparazione al matrimonio?

L'idea non è stata mia perché sono totalmente digiuno di web. Me lo ha proposto uno dei partecipanti al corso, che si occupa tra le altre cose della creazione di siti Internet, prospettandomi la possibilità di collegarci tutti insieme. Inizialmente, ho detto che ci avrei pensato. Da un lato pensavo che il rischio Coronavirus sarebbe passato, dall'altro mi sembrava un po' macchinoso visto che era in programma un incontro con diverse persone che avrebbero portato le loro testimonianze su adozione e affido. Poi, però, sono state diffuse le rigide misure del Governo e a quel punto la tecnologia è apparsa come l'unico modo per portare a termine il percorso. Dopo il primo incontro saltato, ho ripensato a questa possibilità e ho pensato che fosse una cosa utile. 

I partecipanti al corso prematrimoniale hanno gradito questa modalità?

A me pare sia stata una soluzione gradita: l’impressione mi sembra positiva, è stato un modo per continuare da dove avevamo lasciato e per confrontarci. Al di là dei contenuti del corso di preparazione al matrimonio, è un buon modo per farci compagnia in questo periodo, per non perdere il contatto tra noi, ma anche con la realtà. Tra i partecipanti ci sono persone molto diverse, anche professionisti sanitari impegnati sul campo contro il Coronavirus che ci spiegano cosa sta succedendo. Ciascuno racconta come sta trascorrendo questi giorni. 

Nei suoi oltre 30 anni di esperienza con i corsi per i fidanzati, è la prima volta che accade qualcosa del genere: pensa che questa condizione possa dare qualcosa in più o toglierla?

Di sicuro è una situazione particolare, ma è possibile fare le cose a distanza perché c'è già una relazione: per noi è stato abbastanza “normale” in questo momento pensare di continuare così, perché ci conosciamo già da novembre. Se avessimo dovuto iniziare un corso online da zero non sarebbe andata alla stessa maniera. Soprattutto con una decina di coppie più assidue, ci siamo già visti 15 volte e inevitabilmente un minimo di familiarità e confidenza si stabilisce. Il percorso, infatti, non è seguito solo dalle coppie della parrocchia, ma anche da tante che arrivano anche da fuori provincia perché mi conoscevano e hanno deciso di farsi seguire da me in questa occasione: questo mi rende contento, perché significa che nella mia vita sono stato fecondo ed è una cosa bella. 

Oltre all'impegno in videoconferenza con i fidanzati, come sono ora le sue giornate da parroco?

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Nel rispetto delle indicazioni che ci sono state date dalla Cei e dai vescovi, celebro la Messa in chiesa, per mia scelta, tutti i giorni alle ore 8.30, anche se non può entrare nessuno. In queste settimane sono morte tre persone della parrocchia (non per l'infezione da Covid 19, ndc) e, con tutti presidi protettivi, ho fornito la mia benedizione in ospedale e a casa e sono andato al cimitero per una benedizione e una preghiera. Dal 7 marzo, sono a disposizione per tutti quelli che hanno bisogno per telefono. In più, da domenica scorsa, abbiamo iniziato la trasmissione della messa in diretta Facebook sulla pagina, appena creata della Parrocchia San Martino Vescovo: continueremo fino alla fine dell'emergenza, ogni domenica, alle 9.30, perché era l'orario della messa più frequentata. 

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