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Coprifuoco anche in Abruzzo? Marsilio: "Sì, se necessario"

"Costretti a dire anche noi alle persone di stare a casa se il ritmo dei nuovi ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive rimanesse questo" specifica il governatore in un'intervista

Coprifuoco anche in Abruzzo se la situazione dovesse richiederlo: il presidente della Regione Marco Marsilio non esclude questa ipotesi per rallentare la diffusione del coronavirus.

"Monitoriamo la situazione e valutiamo, ad oggi non sono previste misure più stringenti ma se la situazione dovesse richiederlo siamo pronti anche noi a prendere tutte le decisioni necessarie per fronteggiare l'ondata di contagi" dice all'AdnKronos Marsilio commentando le decisioni di ordinare il coprifuoco notturno dei suoi colleghi in Lombardia, Campania e Lazio.

Ma aggiunge: "Purtroppo ci troviamo in questa condizione perché non siamo stati messi dal governo nella condizione di agire preventivamente. Dovevamo poter agire in fretta, durante l'estate, per allestire nuove terapie intensive e posti letto in modo tale da essere pronti nel momento della seconda ondata. Così non è stato perché ci è stata imposta una procedura dai tempi burocratici troppo lunghi".

E questo, secondo Marsilio, rende l'Abruzzo non ancora pronto ad affrontare la nuova impennata dei contagi. "Se il ritmo dei nuovi ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive rimanesse questo saremmo costretti, nel giro di massimo una settimana, a dire anche noi alle persone di stare a casa", sottolinea il governatore.

Quanto a un eventuale blocco degli spostamenti fra le regioni, Marsilio specifica: "Allo stato attuale delle cose non si può escludere nulla".

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