Martedì, 16 Luglio 2024
Attualità

Si risvegliano nel Chietino i pruriti sopiti causati dal "concorsone" Asl del 2021 dopo il via alle assunzioni

Dopo l'assunzione a tempo indeterminato di 152 Oss da parte della Asl02 tornano a galla le contestazioni sulla trasparenza della prova di selezione 

Dopo che il 7 agosto 2023 la Asl Lanciano Vasto Chieti ha dato il via alle assunzioni in provincia di Chieti ufficializzando con una delibera lo scorrimento della graduatoria, torna d'attualità la vicenda del "concorsone" indetto dalla Asl nel 2021 per l'assunzione a tempo indeterminato di operatori socio sanitari.
La delibera non ha potuto essere emanata prima perché «si attendeva la sentenza che ha messo la parola fine sulla vicenda», ha commentato il direttore generale della Asl 02 Thomas Schael, che però non entra «nel merito dello svolgimento del concorso e degli atti in quanto il concorso ha avuto la Asl di Teramo come capofila, e noi come altre Asl ci siamo solo aggregati».

E intanto ora la Fp Cgil Sanità Abruzzo, per combattere il precariato attraverso la creazione di posti di lavoro stabili, chiede alle Asl abruzzesi, alla Regione e agli Enti Regionali di rendere pubblica la validità di un ulteriore anno delle graduatorie, a partire da quelle per i profili di infermieri e operatori socio sanitari, banditi dalla ASL di Teramo, ma nel caso degli Oss con procedura aggregata con le Asl dell’Aquila e Chieti, che a causa dei ricorsi presentati dai partecipanti sono rimaste inutilizzate per diversi mesi, riducendo, di fatto, il loro utilizzo a poco più di un anno rispetto ai due inizialmente previsti.

Il "concorsone"

Le graduatorie a cui si riferisce la Cgil sono quelle derivate dal "concorsone", ovvero il concorso pubblico per titoli ed esami indetto dalla Asl e condotto come capofila dall’Azienda sanitaria locale di Teramo che si è svolto il 16 e 17 novembre 2021 nei padiglioni 4 e 6 della Fiera di Roma. 152 i posti disponibili per la Asl Lanciano Vasto Chieti. Un tema che scotta, quello del "concorsone", soprattutto all'indomani dell'avvio delle assunzioni, che lasciano fuori dalle corsie d'ospedale i 38 candidati della provincia di Chieti che dopo la selezione del 2021 avevano presentato un ricorso al Tar per richiedere l'annullamento e la ripetizione del concorso. 

Le motivazioni del ricorso

Diverse le motivazioni avanzate dai ricorrenti. A cominciare dal fatto che la selezione non prevedeva quesiti sulle materie "inglese" e "informatica", previste per legge. Ma non solo: molte domande a risposta multipla non avevano una sola risposta esatta, ma due, di conseguenza, successivamente alla pubblicazione degli esiti di tutte le prove, c'è stata una rivalutazione dei punteggi acquisiti in cui molti candidati si sono visti decurtare punteggi e alcuni sono risultati esclusi per un soffio dalla valutazione per mancato raggiungimento della sufficienza. E ancora: ogni giorno di prova prevedeva due turni e nel secondo turno del 16 novembre una quarantina di candidati ritadatari sarebbero entrati in un padiglione, in cui in quel momento non erano presenti membri della commissione esaminatrice, e con cellulare al seguito sarebbero stati ammessi a sostenere la prova. E per di più i quesiti sottoposti al secondo turno erano gli stessi proposti ai candidati del primo turno, chiunque, quindi, avrebbe potuto trasmettere domande svolte nella prova precedente, con un evidente vantaggio in sede di valutazione dei punteggi per ogni domanda esatta.

La vicenda legale

Tutti questi fattori hanno quindi spinto 38 candidati della provincia di Chieti a rivolgersi allo studio legale dell'avvocato Michela Scafetta per presentare un ricorso al Tar dell'Aquila al fine di richiedere la sospensione delle procedure e l'annullamento del concorso. Ma il Tar ha dichiarato inammissibile formalmente il ricorso perché, al di là della fondatezza delle lamentele, non avrebbe comunque condotto all'ottenimento del diritto di superare la prova. Da sottolineare che i ricorrenti non volevano essere dichiarati vincitori del concorso, ma  ripetere la prova in un contesto di maggiore trasparenza. E se normalmente in sede di Tribunale amministrativo regionale in prima battuta ci si limita ad accogliere la richiesta avanzata, il giudice ha invece subito emesso la sentenza breve rigettando il ricorso e pronunciandosi direttamente sul merito. Ma i 38 ricorrenti non si sono dati per vinti e hanno fatto appello al Consiglio di Stato, e anche qui non si è arrivati alle due fasi (accoglimento e merito), ritenendo infondata la richiesta e addirittura condannando alle spese i ricorrenti, un'eventualità, questa, che in ambito amministrativo accade molto raramente. La vicenda si conclude qui? «Purtroppo sì - dice l'avvocato Michela Scafetta - anche se in teoria il Consiglio di Stato dovrebbe ora pronunciarsi sul merito, ma in seguito alle posizioni che sono state assunte in precedenza non si nutrono speranze per i ricorrenti».

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