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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Tre esperti di aree protette chiedono il commissariamento ad acta del parco nazionale della Maiella

La richiesta al Ministero dell'ambiente: "L'ente parco nazionale della Maiella da oltre 10 anni - dicono - non è guidato da un direttore scelto secondo le procedure di legge"

Tre esperti di aree protette nazionali e regionali chiedono al Ministero dell'ambiente il commissariamento ad acta dell’ente parco nazionale della Maiella "perchè - sostengono - da oltre 10 anni non è guidato da un direttore scelto secondo le procedure di legge".

Dario Febbo, già direttore del parco del Gran Sasso e del parco d'Abruzzo; Giorgio Boscagli, già direttore del parco delle Foreste Casentinesi e del parco Sirente-Velino e Massimo Pellegrini, già funzionario regionale responsabile per l'attuazione del Patom (l'accordo istituzionale per l'orso) in una nota pubblicata da Adnkronos contestano i "gravissimi ed ingiustificati ritardi nella definizione della procedura concorsuale per la selezione del direttore attivata dal parco nel lontano 2013 con un regolare bando pubblico".

I tre esperti, precisando di essere ormai in pensione e quindi non più coinvolti direttamente per interessi soggettivi, affermano che "l'ente parco nonostante abbia perso, con sentenza passata in giudicato, un ricorso al Tar con i giudici che disponevano di selezionare una terna di candidati tra i sedici concorrenti che avevano avanzato la candidatura ignora da anni di fatto sia i contenuti dell’esito della sentenza che le conseguenti ripetute richieste del Ministero. In questi anni, secondo i firmatari della richiesta, il parco è stato prima retto da un direttore 'a scavalco', in quanto già direttore del parco regionale Sirente-Velino, che non era però, all’atto della nomina, nell'albo degli aventi titolo ma che ha gestito l'area protetta per quattro anni per poi andare in pensione. Successivamente è stato individuato tra i funzionari dell'ente un facente-funzione di direttore e che è tuttora in carica dopo altri quattro anni".

I tre esperti ricordano anche che nel 2018 "solo a seguito di reiterati solleciti da parte del Ministero, il parco individuava una terna che veniva però bocciata dall'organo vigilante in quanto il consiglio direttivo aveva selezionato persone non più idonee per motivi di età o per altri motivi, escludendo invece chi tra i richiedenti, peraltro ex direttori di altri parchi nazionali, aveva tutti i titoli e requisiti per ricoprire tale ruolo. Il parco promuoveva addirittura un ricorso al Tar contro il ministero attivando un vero e proprio scontro istituzionale conclusosi solo con il ritiro del ricorso dopo un incontro tra i vertici del parco e l’ex ministro Costa". Oggi Febbi, Boscagli e Pellegrini segnalano al Ministero "che la nuova terna selezionata ad agosto 2023, dopo ben 10 anni dalla pubblicazione del bando, include due persone di 68 anni, quindi non più idonei per età, escludendo invece ex direttori di parco nazionale che hanno tuttora i requisiti e sono ancora disponibili ad assumere eventualmente l'incarico".

La nota firmata dai tre esperti si conclude con l'augurio "che questo Ministero, esercitando sino in fondo le proprie funzioni di vigilanza, voglia porre davvero la parola fine a questa interminabile serie di illegittimità nominando un commissario ad acta che formuli una terna credibile. Il nostro interesse a questo punto è quello, finalmente, di una gestione corretta, efficace ed efficiente per il bene del parco della Majella che abbiamo contribuito a far istituire".

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