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FOTO-Quattro anni dopo, Chieti ricorda Dino e Marina e tutte le vittime dell'hotel Rigopiano

Cerimonia di commemorazione, questa mattina, di fronte al monumento di via D'Aragona, dedicato alle 29 persone morte a causa della valanga

Quattro anni dopo, Chieti e l'Italia intera non hanno dimenticato le 29 vittime della valanga che travolse e distrusse l'hotel Rigopiano. Furono giorni di speranza e dolore, di lavoro duro dei tanti impegnati per riuscire a salvare il maggior numero di vite possibile, di fiato sospeso, in attesa di buone notizie. 

Ci fu, anche, qualche miracolo, come il recupero dei quattro bambini rimasti illesi e dei superstiti adulti che riuscirono a sopravvivere più giorni sottoterra. 

Ma, purtroppo, la valanga che distrusse il resort portò con sè 29 vite, tra clienti dell'hotel e personale. Tra loro, c'erano anche i coniugi teatini Marina Serraiocco e Dino Di Michelangelo; si salvò il figlioletto, insieme agli altri bambini ospiti del resort. E, oggi, la loro Chieti ha voluto far sentire ai familiari l'abbraccio di tutta la città, con una cerimonia commemorativa al monumento dedicato proprio alle vittime della tragedia, in via D'Aragona. 

Oltre al sindaco Diego Ferrara, hanno partecipato anche il prefetto Armando Forgione, l’arcivescovo monsignor Bruno Forte, il questore Annino Gargano, i comandanti di carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, il vicesindaco Paolo De Cesare, gli assessori Manuel Pantalone e Stefano Rispoli, con diversi consiglieri comunali, ma soprattutto la famiglia del poliziotto scomparso, gli ex colleghi e gli amici di un’infanzia vissuta a Chieti, proprio nel quartiere del Sacro Cuore. I colleghi del commissariato di Osimo, dove era in servizio Dino, hanno inviato una composizione di fiori.

“L’amministrazione - ha detto il sindaco - non farà mai mancare il suo abbraccio alla famiglia di Dino Di Michelangelo e a quanti hanno perso i propri cari sotto le macerie dell’hotel Rigopiano quattro anni fa".

Intervistata dall'Ansa, la mamma di Di Michelangelo, Loredana Lazzari, ha raccontato: "Questi momenti sono tragici, io comunque cerco di andare avanti, voglio lottare fino alla fine per avere giustizia, sempre lo farò, non mi mancherà mai la forza di andare avanti e il Signore mi assista".

Il fratello del poliziotto, Alessandro Di Michelangelo, ha detto: "Ogni anno per noi il 18 gennaio è una piaga che si riapre - spiega - si riapre condivisa perché anche l'affetto delle persone che ci vogliono bene oggi lo dimostra. È una piaga che ci portiamo 365 giorni all'anno, sempre, è sempre viva perché viviamo del ricordo di Dino, mio fratello, io lo vivo personalmente anche tutti i giorni a lavoro, perché Dino era un mio collega e quindi per me è sempre presente".

"La mia riflessione è la speranza, tutto quello che mi dà la forza di avere fiducia nella giustizia - ha aggiunto Di Michelangelo - fiducia che cerco di infondere anche a mia madre tutti i giorni, affinché anche lei possa sentirsi più serena, per avere più speranza nel suo cuore per la battaglia per la verità perché solo quello noi cerchiamo, la verità".

“Un coro unanime, questa partecipazione, per sottolineare la perdita di una persona per bene - ha aggiunto il sindaco Ferrara - che era rimasta legata alla città e che se n’è andata troppo presto, insieme alla sua consorte, lasciando i suoi affetti più cari – ha continuato il sindaco – Io conoscevo Dino, seguo la famiglia da sempre, quindi conosco anche il dolore che hanno dovuto affrontare sua madre e il fratello, ma anche tutti coloro che sono cresciuti con lui, un dolore che riemerge ad ogni ricordo e ad ogni occasione. L’auspicio è che le voci e le istanze di chi ha perso persone care in quella tragedia, vengano ascoltate e ottengano risposte e facciano da monito per il futuro, perché non accadano più fatti così segnanti come quelli di quattro anni fa. Un dramma che ci ha toccato tutti, istituzioni, cittadini, anche persone che nulla avevano a che fare con chi ha lasciato la vita sotto quelle macerie, il cui ricordo appartiene a Chieti, come appartiene all’Abruzzo e al Paese intero. Questo monumento è nato per essere il luogo di chi ci ha lasciato, ma anche una tappa della memoria collettiva che va coltivata per il futuro, soprattutto nei tempi che stiamo vivendo”.

Alle vittime di Rigopiano ha dedicato un pensiero anche l'assessore regionale Guido Quintino Liris: "Il 18 gennaio - ha detto - è per l’Abruzzo un giorno di lutto. La tragedia di Rigopiano è ancora viva nei nostri cuori e lo resterà in maniera indelebile. Sono vicino ai familiari delle vittime. La loro sofferenza è la nostra. Il rispetto della memoria e del ricordo dovrà essere sempre, oggi e per il futuro, la stella polare che guiderà scelte e decisioni, affinché mai più si debbano piangere delle vite umane in questa maniera incomprensibile”. 

Il segretario regionale del Partito Democratico, Michele Fina: "Nel giorno del quarto anniversario della tragedia di Rigopiano, il Partito Democratico abruzzese esprime vicinanza a chi quel giorno ha dovuto subire lutti e perdite. Perché la solidarietà non rimanga una formula vuota, è naturalmente necessaria l'azione contraddistinta dell'impegno. Auspicando che il percorso della giustizia accerti nel più breve tempo possibile verità e responsabilità, spetta a noi non dimenticare quella terribile giornata soprattutto tenendola sempre presente, come monito, nell'azione politica e amministrativa. Il rispetto del territorio e la sicurezza dei cittadini sono principi che spesso marciano assieme e che mai devono essere elusi, a maggior ragione in una fase storica in cui la consapevolezza dell'irrinunciabilità della transizione a un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità è finalmente diffusa". 

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