Comitato Priorità alla scuola, anche Chieti protesta: "Riapertura disastro annunciato"

Carenza di docenti, didattica a distanza come strumento ordinario, grande confusione su regole sanitarie e distanziamento sociale sono alcuni dei problemi evidenziati dal comitato 'Priorità alla scuola' che organizza una manifestazione a Roma

foto pagina Fb 'Priorità alla scuola'

Scatta anche a Chieti la protesta per il diritto allo studio e contro la didattica a distanza. Pullman partiranno anche da qui per partecipare alla manifestazione organizzata dal comitato 'Priorità alla Scuola', sabato 26 settembre in piazza del Popolo a Roma (alle ore 15).

Le delegazioni cittadine aderenti ai comitati locali di Priorità alla Scuola - genitori, insegnanti e studenti e studentesse, insieme ad associazioni, sindacati, organizzazioni del mondo dell'istruzione e dell'educazione - provenienti da 30 città italiane si sono date appuntamento a Roma per protestare contro la Didattica a Distanza come strumento scolastico ordinario, contro la modalità "blended" nelle scuole di secondo grado, contro la riduzione delle ore didattiche da 60 a 50 minuti. 

"Un disastro annunciato quanto sta avvenendo nella scuola italiana” evidenziano dal comitato che pone l’accento anche sulla carenza di docenti, spazi e personale Ata e sulla grande confusione su regole sanitarie e distanziamento sociale. 

Il comitato “chiede che il diritto allo studio sia garantito a tutti, bambini e ragazzi in ugual misura: dall'asilo all'università. Purtroppo, durante la pandemia, come ampiamente verificato, la didattica a distanza ha penalizzato migliaia di bambini e ragazzi, aumentando le disuguaglianze sociali, economiche e culturali. Nonostante l'indiscutibile fallimento della didattica a distanza, nei primi giorni di scuola, come si temeva, è stata introdotta ancora in modo massiccio”.

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Il comitato Priorità alla Scuola denuncia anche il numero di personale docente, inferiore a quello promesso, con un aumento sostanziale della precarizzazione degli insegnanti e del numero dei supplenti (non ancora nominati); il personale Ata e collaboratori scolastici altamente sottodimensionati; l'enorme carenza di ambienti e spazi, che in molti casi, soprattutto nelle scuole secondarie di II grado, devono ancora essere trovati; la grave mancanza delle assegnazioni degli insegnanti di sostegno; nessun potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e nessuna garanzia di sicurezza, non solo interna alle scuole ma anche nel tragitto casa-scuola.
 

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