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Umberto Di Primio: “Cinque anni non bastano per Chieti”

Interviste ai candidati sindaco: oggi tocca a Umberto Di Primio, attuale primo cittadino di Chieti che si ricandida nella coalizione di centrodestra, sostenuto da 6 liste

Umberto Di Primio comincia la sua attività politica a 19 anni, nel 1987, all’interno dell’MSI-DN, nel ‘93 assume l’incarico di vicesindaco della giunta guidata da Nicola Cucullo. E’ stato anche presidente del Consiglio Comunale; dal 2005 nelle frange dell’opposizione, cinque anni dopo, alle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo 2010, viene eletto sindaco di Chieti con il 61,36% delle preferenze.

Perché il sindaco si ricandida?

Perché il progetto che avevo proposto alla città cinque anni fa è più lungo di un semplice mandato, molte delle cose che abbiamo appaltato oggi vedranno la luce tra qualche mese e, alcune, tra qualche anno; mi ricandido perché sono partito da 30 milioni in meno di debiti cumulati e perché credo di aver assolto appieno il mio ruolo sotto il profilo del servizio: non ho fatto tutto quello che avrei voluto fare, ma tutto quello che ho potuto fare.

Non è imbarazzante condividere la sede elettorale nello stesso stabile del principale avversario politico?

No, però penso che quella sede sia la plastica rappresentazione della differenza che c’è tra noi due: io sono uno che sta coi piedi per terra (la sede del sindaco è al piano terra ndr), lui (Luigi Febo ndr) è uno che si è fatto il book fotografico e racconta la favola di Icaro.

Il programma elettorale in 5 punti

1) Giù le mani da Chieti. Ed è rivolto a quanti sarebbero capaci di svendere la città: dal far arrivare immigrati, allo scippo dell’ospedale, fino a farci togliere il capoluogo di provincia e significa avere un sindaco libero di difendere la città e i suoi cittadini. 

2) Opere strategiche future. Sono quattro: un parcheggio da 400 posti al Terminal bus da realizzare entro due anni dal momento in cui avrò piena disponibilità di quell’area, risolvendo il contratto con Ecoesse; concretizzare la Cittadella della pubblica amministrazione all’ex caserma Berardi che deve diventare nuovo propulsore economico della parte alta, generando un investimento di 16 milioni di euro sulla città; per lo Scalo recuperare il lavoro laddove è stato demolito, mi riferisco all’area ex Burgo, e riorganizzare la viabilità a Madonna delle Piane/via dei Vestini con una nuova rampa sulla Transcollinare, la stazione a Madonna delle Piane e il nuovo sistema di trasporto urbano che vedrà la linea 1 diventare un circolare che ogni 15 minuti collegherà tutta la città; creare il “corso Tiburtina” riqualificando l’area e mettendo al centro la Colonnetta/piazzale Marconi che diventa così l’anima dello Scalo di cui il cittadino deve riappropriarsi.

3) Sociale. L’unico settore che non ha subito e non subirà tagli, intendo fare un unico dipartimento che si occupi delle Politiche sociali e della casa e costituire un’agenzia sociale degli affitti ovvero, un patto da sottoscrivere con coloro che hanno a disposizione immobili sfitti o invenduti che permetta loro di metterli a disposizione a canone concordato.

4) Turismo e cultura. Con ‘Chieti eventi tutto l’anno’ riusciamo a portare gente in città, insisteremo con la Soprintendenza affinché ci dia in gestione il parco della Civitella.

5) Qualità della vita e sicurezza urbana. Migliorare la vigilanza passiva anche attraverso la messa in rete di tutte le telecamere presenti in città: se migliora la sicurezza del cittadino migliora anche la sua vita, potenziare la presenza di vigili urbani a Chieti Scalo. 

La sua coalizione come si pone nei confronti dell’ambiente?

Vogliamo completare il nostro progetto per l’energia pulita continuando a installare impianti fotovoltaici nelle scuole, che dal nostro insediamento sono passati da 1 a 12. Voglio essere tra quei sindaci che nel 2020 avrà raggiunto gli obiettivi dell’abbattimento del 20% di anidride carbonica e il raggiungimento della quota del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Naturalmente intendo anche migliorare il servizio della differenziata, specialmente sotto il profilo della tassazione.

Città che si svuota e problemi del commercio, come continuerà ad affrontare questi temi?

Dobbiamo creare lavoro perché il problema dello svuotamento non è una fatalità storica, ma una logica conseguenza della crisi economica. Noi in questo senso abbiamo immaginato l’uso di contenitori per creare un housing delle professioni, ovvero spazi comunali di riuso sociale per il lavoro creativo e l’imprenditoria. Per il commercio continueremo con la linea intrapresa di sconti dell'80% sulla Tosap su tutto il suolo comunale e agevolazioni tributarie ulteriori per gli esercenti e per il riuso urbano, inteso come ristrutturazioni e recupero di immobili. 

Se restasse sindaco… cosa farebbe i primi 100 giorni?

Le prime ore le dedicherei subito alla scelta della squadra: io non ho fatto accordi coi partiti, ognuno dovrà darmi una rosa di nomi di persone competenti che sceglieremo. Poi lavorerei subito per dare delle scadenze a tutte quelle iniziative che ho inserito nel nostro progetto e, visto che l’estate è alle porte, mi metterei al lavoro per gli imminenti eventi della stagione: ci sono già dei nomi grossi per la Settimana Mozartiana!  

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