Elezioni Comunali 2015

Roberto Di Monte (Rinnoviamo Chieti): "Voglio affrontare i problemi quotidiani della gente"

Roberto Di Monte, quasi 50 anni, “una famiglia che amo alla follia, due figli di 20 e 16 anni che per me sono tutto”. In passato è stato segretario di circolo del Partito della Rifondazione Comunista e poi dei Comunisti Italiani. “Un’esperienza formativa – dice – che mi ha fatto capire come funziona il mondo della politica, tanto da farmi allontanare dopo 6 o 7 anni”. Orgoglioso creatore del sito www.chietiscalo.it, “che non riguarda solo la parte bassa della città”, che da anni è stato messo a disposizione di chiunque volesse dire la sua. “Aver dato spazio a tutti – dice - è stata una cosa vincente e oggi mi porta a realizzare qualcosa che oggi mi porta a realizzare qualcosa in cui avevo sperato, ossia che insieme si può fare, al di là del credo politico”

Perché ha deciso di candidarsi?

Ero rimasto deluso dalla politica tradizionale, i partiti in cui militavo avevano perso il contatto con la gente. Io volevo stare vicino ai problemi quotidiani delle persone, che è poi quel che abbiamo fatto con ChietiScalo.it: dare voce alla gente e riportarla ai livelli superiori. La nostra lista parte da questo, da gente che vorrebbe vedere la città in un’ottica diversa. Io non mi sono proposto come candidato sindaco, ma sono la sintesi di tante persone che si sono messe insieme pensando al futuro nostro, ma soprattutto dei nostri figli.

Quali sono i 5 punti principali del programma di “Rinnoviamo Chieti”?

1) Rispetto della legalità e della moralità del politico. Ho firmato con convinzione la Carta di Avviso pubblico, che prima si chiamava carta di Pisa. Questa prevede la moralità del politico anche in campagna elettorale, ossia portare avanti le proprie tesi senza denigrare gli avversari. Una volta risanata la politica, che è un’arte nobile e come tale va trattata, vanno recuperati i valori da parte dei cittadini

2) Ambiente e sostenibilità, sempre pensata in funzione dei nostri figli. Il nostro territorio è stato distrutto dalle industrie che sono andate via dal nostro territorio, dalla discarica di Bussi, ma non solo. E vogliamo iniziare a tenere bene l’ambiente, perché questo significa buona salute, non ammalarsi e vivere in un contesto migliore

3) Mobilità, che tiene conto del fatto che Chieti è una città unica amministrativamente, ma divisa in più anime, non solo Scalo e Colle. Ogni parte della città deve essere trattata con le sue pecularità e criticità. Vorremmo creare altre due stazioni ferroviarie, a Brecciarola e San Martino, per realizzare la metropolitana di superficie e consentire uno spostamento più agevole, che riduca il traffico veicolare e l’inquinamento. Il famoso people mover già studiato da altri potrebbe essere una cosa buona, evitando 20-25 minuti di Colonnetta. Abbiamo pensato di creare aree pedonali importanti, con corso Marrucino e San Giustino chiusi. E a Chieti Scalo fare zone semi-pedonali, con limite di velocità di 20-30 chilometri orari, in viale Abruzzo, viale Benedetto Croce e un tratto di via Colonnetta. Il commercio ne gioverebbe di sicuro

4) Commercio: si dice che la parte alta stia morendo, mi piacerebbe che la gente torni ad abitarci, perché se non ci sono le famiglie, le attività commerciali non rinascono. Riportare le famiglie su, dare incentivi ai padroni di casa, promuovere affitti calmierati, magari con sconti sul trasporti pubblico. Basterebbe invitare qualche grossa azienda che possa investire su un’attività commerciale a Chieti e ne porterebbe sicuramente delle altre

5) Sociale: ripartiremmo strutturando meglio le società municipalizzate, non con nomine politiche, ma meritocratiche. Non più chiamata all’amico o al parente di chi comanda, ma spazio a chi effettivamente ha le competenze. Vogliamo anche di cercare di agevolare l’accesso alla casa, tramite agevolazioni a chi affitta a persone in stato di indigenza, tramite un fondo apposito.

Si dice che Chieti si stia svuotando, per il commercio che non decolla e la mancanza di parcheggi. Come affrontare questo problema?

Incentivando l’uso dei mezzi pubblici e potenziare l’uso del parcheggio di via Papa Giovanni XXIII, da cui si arriva in centro in 3 minuti. Va ripresa l’idea del parcheggio di via Gran Sasso e quella, più vecchia, del parcheggio interrato sotto il tribunale. A Chieti Scalo c’è lo stesso problema, bisognerebbe potenziare il parcheggio della stazione fin quando non si riuscirà a tenere le macchine fuori dal perimetro del centro.

Se fossi sindaco… cosa farebbe i primi 100 giorni?

100 giorni serviranno a capire alcune cose: dove sono le criticità della macchina amministrativa, come è fatto il bilancio e accertarsi di eventuali buchi. Mi piacerebbe chiudere corso Marrucino al traffico e vedere San Giustino senza macchine. A Chieti Scalo comincerei con l’ordinaria manutenzione che l’ultima amministrazione ha lasciato indietro: strade, giardini, rimettere in ordine almeno il decoro delle cose più semplici.

C’è chi prevede che, se eletto, sarebbe solo il sindaco dello Scalo…

Io non ho mai pensato di occuparmi di una sola parte della città e su questo posso dare una garanzia: quando gestivo ChietiScalo.it, lo spazio era per tutti. Così farò se eletto. La città è unica e va rimessa a posto pezzetto per pezzetto. Chieti alta è un gioiello che va rinnovato, Chieti Scalo è la porta d’ingresso da rendere più bella. La città è un sola, ma va trattata rispettando le sue diverse anime.

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