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Sconfitta del centrodestra, ora è scontro tra Gasparri e Di Stefano

Il senatore di Forza Italia indica in Fabrizio Di Stefano il colpevole dell'insuccesso di Chieti. Il candidato sindaco replica: "Ho subito attacchi beceri"

 Dopo la sconfitta del candidato sindaco del centrodestra al ballottaggio per le amministrative di Chieti, Fabrizio Di Stefano superato dallo sfidante Diego Ferrara, è caccia ai colpevoli nella coalizione perdente.

Il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia e il senatore Maurizio Gasparri, responsabile Nazionale Enti Locali di Forza Italia, hanno dichiarato che a loro avviso "non c’è stato un adeguato e approfondito confronto su alcune candidature a sindaco. A Chieti e ad Avezzano – osservano – sono state avanzate proposte senza nessun margine di confronto o di discussione. Gli esiti non sono stati positivi e di questo ci rammarichiamo, perché riteniamo fondamentale la coesione del centrodestra e la sua affermazione a tutti i livelli locali, regionali e nazionali”.

“Non possiamo non rilevare, al di là di alcune polemiche che registriamo con grande stupore e disappunto, che il candidato Fabrizio Di Stefano a Chieti al primo turno ha avuto una percentuale significativamente più bassa rispetto a quella della coalizione che lo sosteneva. Al ballottaggio, nonostante accordi politici che hanno ricomposto l’area del centro destra, Di Stefano ha ottenuto un numero di voti più basso rispetto a quello conseguito al primo turno”.

“Lo rileviamo senza alcuno spirito polemico, ma ritenendo che bisogna fare delle analisi corrette sui risultati e sui numeri prima di arrivare a delle conclusioni sbagliate che, soprattutto, non hanno fondamento".

Non si è fatta attendere la replica di Fabrizio DI Stefano che spiga di aver letto "con sorpresa la nota del mio amico Maurizio Gasparri unitamente a quella del Senatore Pagano: Maurizio è molto competente ad analizzare i voti, e se nota che i miei voti sono scesi rispetto a quelli del primo turno, dovrebbe anche notare che sono scesi gli elettori nel turno di ballottaggio parimenti ai miei consensi. È chiaro, che i voti che mi sarebbero dovuti arrivare dall’accordo politico con il gruppo nel frattempo rientrato in Forza Italia, in realtà non sono arrivati. D’altronde anche volendolo fare dopo mesi passati esclusivamente ad attaccare la mia persona in maniera becera e non politica, sarebbe stato anche difficile convincere quegli elettori che il sottoscritto al ballottaggio era sostenibile".

Sulla debacle del centrodestra Di Stefano spiega: "Gasparri che è uomo di regole, dovrebbe invece spiegare perché quell’accordo nazionale cui anche lui ha contribuito, non è stato mantenuto poi in Abruzzo da chi definiva il coordinatore regionale di Forza Italia come interlocutore privilegiato di  Dudù  quando si recava ad Arcore convocato dal presidente Berlusconi; e dovrebbe spiegare anche, e non a me, ma agli elettori, come è possibile che in Forza Italia si possa entrare, uscire e poi nuovamente rientrare come su un autobus, o come i quei locali del secolo scorso che la legge Merlin ha abrogato".

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