Paolo De Cesare candidato sindaco: "La mia coalizione non ha precedenti nella storia delle amministrative di Chieti"

Sabato la presentazione ufficiale della coalizione civica: "Abbiamo deciso di fare un passo così importante senza che venisse qualcuno da Roma o da posti che nulla hanno a che fare con Chieti a metterci una spada sulla spalla" spiega l'imprenditore

Paolo De Cesare ufficializza la candidatura a sindaco di Chieti. Classe 1992, il giovane imprenditore teatino, socio dell’impresa di costruzioni di famiglia De Cesare ing. Ulrico srl, presidente Ance Giovani di Chieti, domani, sabato 22 febbraio, presenterà la propria candidatura nel corso di una conferenza stampa all'hotel Parco Paglia in via Erasmo Piaggio, alle ore 11.

La sua sarà una coalizione civica composta da diverse liste sulle quali assicura un “effetto sorpresa”. Lo slogan, intanto, è "C'è vita a Chieti?" accompagnato dall'hashtag #noidichieti, forte del fatto di essere, cosa non scontata, un teatino doc. 

“Sarà una lista che non trova precedenti nella storia delle elezioni amministrative – dice De Cesare - nessuno è mai riuscito a mettere insieme tutte queste forze: domani presenteremo alla città questo progetto e che cosa abbiamo intenzione di fare per Chieti. Un progetto partito un anno e mezzo fa dal consenso e dall’apprezzamento di persone che hanno visto in me una base di rilancio per questa città. Abbiamo deciso di fare un passo così importante senza che venisse qualcuno da Roma o da posti che nulla hanno a che fare con Chieti a metterci una spada sulla spalla”.

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All’incontro di domani interverranno i rappresentanti di tutte le liste a supporto di De Cesare. “Personaggi del mondo delle associazioni, dello sport, del sociale – dice ancora il giovane imprenditore -. Ci siamo scelti tra di noi: io voglio soltanto coordinare una squadra. Voglio impegnarmi per creare occasioni di lavoro anche per i giovani – promette – e riportare la città a una dimensione attrattiva in termini di eventi: ne abbiamo persi troppi negli ultimi anni, a cominciare da  Maltattack, dal presepe vivente, senza contare l’inesistenza di un Capodanno in piazza. Banalmente, abbiamo perso tanto”.
 

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