Mercoledì, 16 Giugno 2021
Elezioni comunali 2020

Un medico di famiglia nella squadra di De Cesare: la dottoressa Ianiro candidata con Chi ama Chieti

La professionista sanitaria vuole portare la sua esperienza quarantennale al servizio della città

Gabriella Ianiro, medico di famiglia, è il nuovo acquisto della coalizione del candidato sindaco Paolo De Cesare, nella lista Chi ama Chieti. La presentazione si è svolta questa mattina, nella sede elettorale del comitato elettorale dello Scalo, in via Scaraviglia.

"La presenza di una figura così autorevole, che mai si è affacciata al mondo della politica - ha commentato De Cesare - è l'ennesima conferma del fatto che il nostro è uno schieramento civico il quale vuole un reale rinnovamento".

Alla presentazione era presente anche il giovane imprenditore Manuel Carlo Pantalone, punto di riferimento della lista 'Chi Ama Chieti', il quale ha ribadito che "candidature come la mia e quelle di Gabriella sono la testimonianza della voglia di cambiamento e di un necessario coinvolgimento diretto da parte di chi intende mettersi al servizio della propria città, senza fare grandi annunci ed improbabili proclami, ma proponendo soluzioni fattibili per le criticità del territorio."

Ha commentato la dottoressa Ianiro: "In 42 anni di professione molteplici sono state le proposte di candidatura che ho ricevuto e rifiutato, mentre l'entusiasmo e la freschezza di questi giovani e delle loro idee mi hanno coinvolto in un progetto a cui credo s a cui voglio donare tutta la mia esperienza di medico di base, quindi di operatore sociale in prima linea, poiché il disagio del paziente, specie di quello affetto da patologie croniche, è anche un disagio sociale e familiare. Mi adopererò per rendere operativi progetti di integrazione tra l'ospedale ed il territorio, messi ancora più a dura prova dall'emergenza covid, per l'obiettivo di una sanità universale ed equa. In questo senso - ha aggiunto la candidata - è importantissima la riapertura del distretto sanitario di base dello Scalo, anche perché le attuali strutture operative verso le quali i pazienti sono costretti a rivolgersi, con tutte le difficoltà del caso legate alla condizione anagrafica ed alle difficoltà logistiche, sono sature. Occorre inoltre potenziare l'assistenza presso i domicili dei malati, ad esempio valorizzando la figura dell'infermiere di famiglia". 

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