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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

Consiglio comunale da rifare, manca il numero legale per proseguire la seduta ed è polemica

Paci (Pd) accusa il centrodestra di aver sfruttato due assenze tra le file della maggioranza per abbandonare l'aula durante la discussione sull'ordine del giorno contro la guerra in Palestina

Cade il numero legale, così il consiglio comunale di Chieti, riunitosi ieri nel tardo pomeriggio, riesce ad approvare solo l'istituzione della figura del nonno vigile, proposta con una mozione del consigliere Udc Mario De Lio. Tutto da rifare, dunque, per gli altri punti all'ordine del giorno previsti nella seduta di ieri. 

Al vaglio dell'assise civica, c'era l'ordine del giorno di Liberi a Sinistra contro la guerra e per la pace in Palestina, quello di Paride Paci (Partito Democratico) sul suicidio medicalmente assistito e, infine, la mozione, sempre di Liberi a Sinistra, per chiedere lumi sulle modalità di gestione dei servizi precedentemente affidati a Teateservizi, dichiara fallita dal tribunale quasi due mesi fa. 

Il consiglio, fissato con una sola convocazione, dovrà dunque essere nuovamente fissato seguendo tutto l'iter per decidere la prossima data. 

Ma lo scioglimento della riunione per mancanza di presenti ha sollevato polemiche contro l'opposizione. Le solleva Paci, del Pd, che accusa: "La minoranza di centrodestra - dice - sfrutta due assenze della maggioranza (entrambe certificate per malattia) e abbandona l'aula durante la discussione dell'ordine del giorno a firma Silvio Di Primio, buttando una mannaia sul numero legale e troncando sul nascere qualsiasi discussione sia sulla questione del cessate il fuoco in Palestina, sia sull'ordine del giorno da me depositato, che chiedeva il sostegno da parte dell'amministrazione comunale alla proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito".

"Non mi soffermo sulla scelta di abbandonare l'aula e far valere, quindi, il mancato numero legale - incalza Paci - è questo uno strumento politico ben noto e valido. Ciò che spaventa è, piuttosto, il perseverare da parte di questa minoranza nell'utilizzo di tale modalità di dissenso, sia quando si tratta di tematiche centrali per l'ente (questione Teateservizi), sia quando all'ordine del giorno vi sono questioni etiche, sociali e generali. La minoranza - conclude il consigliere del Pd - non discute, non elabora, non affronta le questioni presentate in aula. Vota il primo ordine del giorno per garantirsi il gettone di presenza e, come suo solito, abbandona la nave".

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